Home > Africa > Kenya > Loki, nord del Kenya: una missione umanitaria
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Monica, italiana, sta lavorando per un organismo umanitario nel nord del Kenya. Le abbiamo chiesto il permesso di pubblicare questo suo lungo messaggio agli amici in patria, perchè oltre che scritto in un tono pieno di humor, è molto interessante per lo spaccato di realtà che ci presenta.
Grazie Monica!!!

Ciao a tutti,

da più di un mese mi trovo in questo luogo non identificabile su una cartina del Kenya: Lokichokio detta anche Loki per gli amici!!!

Un po’ surreale nel suo insieme: questo villaggio è stato “creato” 20 anni fa dalla moltitudine di organizzazioni umanitarie installatesi per intervenire nel conflitto in Sud-Sudan.

La popolazione locale (i coloratissimi Turkana) contava a quei tempi qualche centinaia di teste in città … dopo vent’anni sono diventati trentamila con tutti i problemi di infrastrutture che ne derivano.

Siamo nella zona più arida del paese dove però quando piove, New Orleans sembra uno scherzo. Il fiume che passa dietro il compound è in genere secco (i miei colleghi ci fanno jogging) ma quando piove in Uganda, l’acqua arriva di botto ed è impossibile attraversare anche con i camion. E quelli che lavorano in ospedale (dall’altra parte del fiume) rimangono bloccati fino a quando il livello torna accettabile !

Noi viviamo in un compound con un perimetro di 1 km (mi perdo ancora dopo un mese e mezzo) che ricorda un po’ lo stile ClubMed anche se non abbiamo la piscina. Abbiamo però un bar ben fornito per le serate danzanti 🙂

Viviamo tutti in bungalow di legno e paglia o tukul di pseudo cemento e paglia. Mi sono appena trasferita nel Tukul “reale” che ha il suo giardino recintato ma si trova nel centro del compound per cui zero privacy!!! Oltrettutto non è facile adattarsi ed adattare il mobilio a costruzioni circolari, per cui sto fuori tutto il tempo!

Il compound è anche popolato da una fauna interessante: un numero imprecisato di manguste (che non ho ancora visto) ed iguane (una viene ogni tanto in visita nel giardino) ci protegge in parte da serpenti e strani insetti. In questa zona c’è una specie di mostro lungo 5-6 cm. con un’armatura, zampe da ragno peloso e aculeo che sputa acido che noi chiamiamo “star wars” (guerre stellari). Sembra innocuo ma vorrei evitare di trovarmelo nel letto! Poi gatti (per lo più sciancati), due cani (veramente noisy), qualche scorpione e tante zanzare! Vediamo se anche questa volta riesco a non beccarmi una malaria!

La flora per ora è fantastica: dopo le piogge è ancora assai verde e pieno di fiori. C’è un albero che somiglia ad un baobab nano con dei fiori rosa chiamato “rosa del deserto“. Credo che al mondo ci siano almeno 100 piante diverse chiamate in questo modo.

La comunicazione è un po’ difficoltosa poichè il telefono funziona una volta su 100, internet fa assai schifo (3 computers x 30 persone x 5 ore di connessione al giorno!), ma gli SMS sono assai attivi ed in tempo reale!

Il lavoro è un po’ particolare: poco a che fare con grandi operazioni umanitarie e molto management interno. Sono a capo di una trentina di delegati e circa 400 persone dello staff locale. Tutti dovranno trovarsi un nuovo lavoro entro giugno 2006!! Ma l’atmosfera sembra ancora buona e per ora non mi sono ancora attrezzata di elicottero per fuggire in extremis 🙂

loki Il lato più affascinante di questo posto è sicuramente la popolazione Turkana. Questa è la zona più remota del Kenya, in genere difficile da visitare anche come turista. I Turkana sono prevalentemente dei nomadi con il loro bestiame (bovini, cammelli e capre) e, mentre cercano vegetazione ed acqua per gli animali, si massacrano con altri gruppi etnici sia all’interno del paese che con quelli vicini (Sudan, Uganda, Etiopia e Somalia). Essendo tutti ben armati (1 kalashnikov = 3 capre), il risultato è spesso catastrofico con decine di morti e feriti ad ogni scontro.

Il nostro ospedale resta quindi assai attivo grazie a questi eventi che non si possono considerare come conflitti ma che producono macelli umani come qualsiasi guerra. In questo momento la situazione è assai calma perché le piogge hanno stabilizzato i movimenti. Loki è ad uno sputo sia dal Sudan che dall’Uganda, per cui ci aspettiamo nuovi scontri una volta che l’acqua comincia a scarseggiare in pianura. Non che ci siano le Alpi da queste parti, ma delle formazioni montuose qua e là rendono il paesaggio assai splendido.

lokiI Turkana sono alti, magri, tendenzialmente nudi, con una piuma in testa: questi sono spesso i miei interlocutori e faccio ancora fatica a prenderli sul serio durante una discussione.

Le donne hanno dozzine di collane colorate al collo che formano una specie di collare (a vista dovrebbe prevenire qualsiasi lesione cervicale), sono rasate con una serie di treccine al centro, tendenzialmente nude pure loro, e sempre con uno sguardo severo. Quello che più stupisce di questa gente è il loro senso dello humor: nonostante l’aspetto poco socievole si possono scambiare battute a tutto spiano, spesso anche assai spinte!!!

Voilà i Turkana e Loki. Sono già andata qualche volta in giro verso il sud della regione ma non ancora al famoso Turkana lake. Molte zone non sono accessibili per ragioni di sicurezza.

La situazione per noi come organizzazione sembra buona tanto che abbiamo rinunciato da qualche tempo a guardie armate nel compound e a scorte armate sui percorsi fuori città. Con qualche piccolo progetto di “sviluppo” (scuole, acqua, etc.) ci siamo guadagnati l’amicizia e la “protezione” della popolazione, per cui dormiamo sonni assai tranquilli 🙂 (Criminalità e conflitti inter-etnici sono veramente un problema enorme in questo paese).

Un altro piccolo sogno diventato realtà in questo posto: faccio ogni tanto il pompiere!! Siccome siamo gli unici ad avere dei camion cisterna per l’acqua, abbiamo una “fire brigade” che interviene quando ci sono incendi nei vari quartieri di Loki. Visto che sono tutte capanne di arbusti e che tira un vento canarino, il fuoco è un problema ricorrente, appena smette di piovere. La menata è che succede sempre di notte e, per ragioni di sicurezza, devo accompagnare il team che si fa altrimenti minacciare dai burberi Turkana 🙂

Monica
Loki, Kenya
Ottobre 2005
Foto ©Monica

 

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