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rimpatrio

La Elli è da anni una carissima amica di Expatclic. Da poco rientrata in Italia, in questo articolo analizza i suoi sentimenti di fronte al rimpatrio.

 

Febbraio 2019 – sono passati sette mesi dal mio rimpatrio in Italia dopo dieci anni di espatrio. Mi sento strana: da un lato felicissima e finalmente serena, dall’altro con tanti dubbi.

Partiamo con calma, vi spiego la mia storia.

Sono mamma di due bimbi che oggi hanno rispettivamente dieci anni e mezzo e otto anni. Nel settembre del 2008, quando il nostro bebè aveva tre mesi, eravamo alla ricerca di una casa più idonea e il mio compagno non era soddisfatto del suo lavoro.

Un giorno è arrivata una telefonata insolita da un nostro carissimo amico, che tutt’ora vive in Francia, che gli proponeva un lavoro di tre mesi. Un po’ spensierati e vogliosi di una nuova avventura non ci abbiamo pensato su due volte e abbiamo accettato, anche solo per “fare curriculum”.

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Foto di Calvin Hanson su Unsplash

Questa esperienza di tre mesi si è trasformata in due anni e mezzo di Francia, due anni e mezzo di Germania e cinque anni di Spagna.

Finalmente in Spagna ci sembrava di aver trovato il giusto equilibrio, amici, scuola (anche se avevamo alcuni dubbi), un lavoro quasi fisso e soprattutto un posto meraviglioso, vicino al mare e con un clima quasi perfetto.

Ma evidentemente qualcosa premeva da dentro. Un giorno ci rendiamo conto che la nostra vita si sta riducendo a un lavorare per vivere (soprattutto quella di lui) e capiamo di voler cambiare il modo di portare avanti la nostra famiglia.

rimpatrioPartiamo per un viaggio di dieci mesi, solo noi quattro e il nostro furgone… Scopriamo di non voler vivere “on the road” per sempre, ma ci rendiamo conto che basta un breve periodo per cambiare tutto: vogliamo stare più tempo con i nostri figli e soprattutto vogliamo VIVERE e costruirci la nostra vita.

Tornati da questo viaggio, il mio compagno decide di lasciare il lavoro e diventare free-lance. A quel punto io capisco che non ho più voglia di stare in Spagna, voglio tornare a casa per riuscire a riprendere in mano la mia vita e per poter aiutare meglio nella gestione economica della famiglia.

In Italia ci aspetta, da sempre, la mia famiglia, ma soprattutto si è liberato un appartamentino dove possiamo vivere serenamente con poche spese. La scuola da privata passa a pubblica e di conseguenza quel poco che siamo riusciti a mettere da parte ci dà qualche mese di autonomia per rimetterci in gioco a livello lavorativo.

Così una vacanza in visita alla famiglia che doveva durare due settimane diventa il rimpatrio. La decisione è stata veloce, come tutte le nostre decisioni di questi ultimi anni. Veloce ma ponderata, discussa, ascoltando quello che veramente ci muove dentro.

Da luglio ad oggi mi sento molto più serena, sono tornata a Casa. La stessa casa, gli stessi posti, gli stessi odori (l’odore della nebbia, l’odore del Natale, ora c’è quello dell’aria pungente invernale) e quasi le stesse persone… Sicuramente gli amici e poi sì, in giro per il paese ci sono sempre le stesse persone. Al mercato c’è ancora la bancarella del pollo fritto mandata avanti da M., è lì da quando (o forse da prima) andavo a scuola alle medie, come non fermarsi per comprare il pranzo di ritorno a casa, e oggi è ancora così.

Sembrano tante piccole cose sciocche quelle che mi rendono tranquilla, che inconsciamente non mi fanno stare all’erta perché già conosco l’ambiente che mi circonda. Succede così anche quando ritorno in visita agli amici nelle nazioni dove abbiamo vissuto: so come muovermi, riconosco luoghi e persone e questo mi dà un senso di serenità.

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Un’altra cosa che davvero mi rilassa è il non dover parlare un’altra lingua, non dover stare attenta a scegliere la parola corretta, non dovermi comportare (culturalmente parlando) in un altro modo; a volte trovavo davvero stancante doverlo fare.

Non voglio dire che in Italia, perché è la mia nazione nativa, mi comporto come voglio, ma che posso essere me stessa senza venir fraintesa per barriere culturali o linguistiche.

Quello che mi ha insegnato questa esperienza è che il rovescio della medaglia nel trasferirsi all’estero è che non potremo mai capire a fondo la cultura di una nazione che ci ospita. Ho visto questo meccanismo persino tra le coppie miste: spesso, anche dopo anni di convivenza, fanno fatica ad intendersi alla perfezione.

Anche se la serenità mentale che vivo dopo il mio rimpatrio è molto piacevole, c’è l’altra faccia della medaglia, per lo meno per me. Ci sono domande che continuo a farmi a cui cerco di rispondere ogni giorno:

– avrò fatto bene?
– come stanno vivendo l’ennesimo cambio i miei bambini?
– l’Italia di oggi non è l’Italia che ho lasciato, sarà un paese in cui i miei bambini troveranno un futuro?
troveremo lavoro facilmente?
– in Italia si vive davvero meglio?

È un po’ come quando si esce di casa per la prima volta, all’inizio è tutto meraviglioso, avventuroso, si è pieni di energie. Pian piano ci si costruisce una vita, si fanno figli, si ha un lavoro, ma quando si torna a casa dalla mamma ci si rilassa di più. È vero che in famiglia non è sempre perfetto, ma ci si rilassa. In questo momento mi sento così.

Dopo anni di movimenti fisici e sbalzi emotivi, tanti addii ma anche tante nuove amicizie, ora voglio tornare a frequentare gli stessi posti, le stesse persone… Rientrare un po’ in quella zona di comfort che mi ero creata prima di partire, non per sedermi, ma per ricaricarmi e concentrarmi sul prossimo obiettivo che ci siamo prefissati.

Per il momento sento che è giusto così. Osservo come i miei figli si sono integrati molto più rapidamente rispetto alle altre volte, aiutati magari dal fatto che sono un po’ più grandicelli, ma sicuramente anche dalla lingua già conosciuta.

Ad ogni modo continuo a vivere cercando di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo, anche se sono in Italia, voglio insegnare ai miei bimbi a scoprire cosa c’è intorno a loro.

Ed oggi siamo qui ma domani chissà.

La Elli
Milano, Italia
Febbraio 2019
Foto ©LaElli

 

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2 Comments, RSS

  • La Elli

    says on:
    01/03/2019 at 12:01 PM

    Ciao Sara,
    ma che bello … io sono fuori Milano.
    Volentieri sentiamoci in privato. Mi trovi nel gruppo di Expatclic su FB o ClaudiaExpat può darti volentieri i miei contatti.
    Siamo un po’ rientrate in Italia quest’anno, potremmo fare un incontro di Repatriaded!
    Comunque io mi trovo bene, sono proprio tornata a casa ed era il momento di rientrare (per me, non per mio marito).
    Sto cercando lavoro e qualcosa si muove nel mio campo professionale, sono contenta (fingers crossed).

  • Sara

    says on:
    27/02/2019 at 4:35 PM

    Ciao La Elli, anche io con la mia famiglia stiamo per tornare in Italia dopo sei anni a Boston. Tu sei a Milano? Come ti trovi? Sei riuscita a trovare il lavoro che cercavi? Magari ci sentiamo in privato se hai tempo e voglia, cosi mi racconti un po’. Grazie Sara

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