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Giuliettaexpat ci dà dei consigli se dobbiamo fare una valigia per andare in Giappone o in India. 

 

Anni fa una mia cara amica expat di lunga data mi disse “sai, quando parto per un nuovo paese metto sempre in valigia una scatola del ‘mio detersivo’, così tanto per evitare di correre a cercarlo quando le cose da fare saranno tante per ambientarsi nel nuovo paese“… In realtà il detersivo, come tante altre cose, lo si trova ovunque, significativo è il voler portarsi dietro il proprio tanto per rimanere ancorati ad un mondo conosciuto…

Certo, ci sono paesi in cui non si trova nulla neppure a cercare, non è certo il caso del Giappone e neppure dell’India, ma per motivi diversi nei due paesi è meglio avere con se un kit di “primo soccorso”, quel kit che fa casa al di là delle 4 mura nelle quali ci si trova.

In Giappone la grossa difficoltà iniziale, per motivi esclusivamente linguistici (e questo l’ho ben spiegato in questo articoletto!), è quella di trovare le cose, o meglio capire se ciò che si trova sia veramente la cosa che si sta cercando. Partendo dal presupposto che una volta sistemate troverete tutto quanto il necessario, il superfluo e anche di più, per sopravvivere all’inizio vi consiglio di portarvi dietro una piccola scorta di alimenti nostrani. Non che non si trovino i prodotti nostri, il problema è scovarli e una volta scovati non morire d’infarto alla vista del prezzo assolutamente incredibile… cosa alla quale poi con il tempo ci si abitua. Quindi olio, caffè, pasta, piccole leccornie sulle quali tuffarsi in caso di malinconia acuta.

E poi, al di là dell’alimentare e se amate leggere in italiano, anche una buona scorta di libri perchè l’offerta in italiano è veramente limitatissima. Altra cosa che consiglio vivamente è una fornita farmacia per la famiglia. In Giappone infatti il sistema funziona all’anglosassone, non esistono praticamente prodotti da banco in farmacia e le medicine le dà direttamente il medico, contate nel numero necessario per la cura. E siccome non sempre è facile avere sotto mano un medico fluent in inglese, tutto sommato una buona scorta per ogni evenienza è caldamente consigliata. Se dal punto di vista dell’abbigliamento si trova invece tutto, una cosa che tutti gli espatriati portano dall’Europa sono le scarpe, soprattutto quelle per bambini che o sono orrende, di plastica o costano uno sproposito.

Un discorso un po’ diverso vale per l’India: molto dipende da dove andate, le grosse città come New Delhi e Mumbai sono estremamente più evolute e all’occidentale, con un’offerta di prodotti più vicina alle nostre esigenze. Mentre nel sud dell’India, dove eravamo noi, a Chennai, lo sviluppo in questo senso va un po’ più a rilento e quindi le difficoltà sono indubbiamente maggiori.

Dal punto di vista alimentare si trova pochissimo di occidentale, anche qui un kit di primo soccorso con i prodotti della nostra terra io l’ho trovato estremamente utile dato che pasta, olio e caffè non si trovano facilmente. Io avevo amiche che si portavano dietro anche scatolame vario, per non parlare poi di salumi e formaggi, praticamente introvabili allora. Per i libri in italiano vale lo stesso discorso che per il Giappone, se volete leggere in italiano i libri dovete portarveli da casa, mettere nel trasloco uno scatolone o due di libri nuovi da tirare fuori pian piano per grandi e piccoli è una buona idea. Per il resto tutto sommato si trova tutto, i vestiti all’occidentale affiancano quelli indiani nelle boutique. Magari al sud è più difficile trovare dei vestiti invernali e se prevedete di rientrare in d’inverno rischiate di sbarcare all’aeroporto a dicembre vestiti come ad agosto, quindi anche qui meglio portarsi dietro qualcosa di caldo per il rientro nei mesi freddi.

Una cosa che si trova difficilmente invece sono i costumi da bagno: le donne indiane fanno il bagno vestite e quindi non è un capo d’abbigliamento che si trovi facilmente nelle boutique, nè per donne nè per bambini.

 

Giuliettaexpat,
Parigi, Francia
Agosto 2010

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