Beatrice è un’espatriata italiana. Ha vissuto a Tokyo dal 2018 al 2022, e attualmente si trova a Seoul con la sua famiglia. Da là, ci manda questo gustosissimo articolo. Grazie di cuore Beatrice!
Trasferirsi dall’altra parte del mondo non è mai facile. Farlo dopo aver vissuto 5 anni in un Paese geograficamente vicino avevo pensato potesse essere più semplice. Mi sbagliavo. Non solo gli shock culturali sono arrivati uno dopo l’altro, ma l’idea che in fondo a Seoul non sarebbe stato poi così diverso è stata un’ingenua illusione che si è sgretolata davanti alla realtà.
Ecco quindi quello che avrei voluto sapere prima di atterrare a Seoul.
Il cibo coreano è piccante
Molto piccante. così piccante che se il cameriere ha la premura di avvisare che quello che stai ordinando è piccante, è decisamente meglio cambiare piatto. Ti sta facendo un favore, meglio ascoltarlo. Anche quando però sul menu c’è scritto poco piccante, o non c’è proprio scritto nulla, il pericolo è dietro l’angolo. Nel dubbio, è comunque consigliabile assaggiare con cautela tutto ciò che è di colore rosso. Un altro problema potrebbe poi presentarsi nel caso non siate appassionati di aglio, un altro must della cucina coreana. Insomma, sebbene la cultura del cibo corena assomigli a quella italiana per quanto riguarda la condivisione di un momento di convivialità, i suoi sapori sono decisamente più forti e decisi, e potrebbe volerci un po’ più di tempo del previsto ad abituarsi.
Il numero di telefono coreano serve per fare tutto
Compreso confermare la tua identità e quindi anche comprare online. Molti descrivono la Corea come un Paese tecnologicamente avanzato, dove tutto è comodo grazie alle infinite app disponibili che ti permettono di fare qualsiasi cosa online: ordinare cibo, comprare vestiti, chiamare un taxi o addirittura un driver che guidi la tua auto e ti riaccompagni a casa nel caso tu abbia bevuto alcolici. Tutto vero, però, al momento, per poter accedere a questo sistema è spesso necessario avere: numero coreano a proprio nome, id number coreano e una carta di credito collegata ad un conto corrente coreano sempre a proprio nome. Insomma, le barriere all’ingresso sono abbastanza elevate.
Gli standard di bellezza sono completamente diversi da quelli occidentali e spesso totalmente non realistici.
In Corea la bellezza, soprattutto quella femminile, fa rima con magrezza. Nei negozi di abbigliamento capita spesso di trovare abiti free size (ossia taglia unica) che potrebbero andare bene solo ad una bambina di 12 anni e trovare abiti sopra la 46 può essere davvero complicato. La chirurgia plastica è socialmente accettata molto più che in Italia. Nessuno nasconde di aver fatto ricorso ad interventi anche perché quasi tutti lo hanno fatto. Anzi, i coreani saranno ben contenti di consigliarvi la clinica o il medico migliore a seconda delle vostre esigenze. I trattamenti estetici e gli interventi chirurgici hanno costi molto contenuti che favoriscono il “beauty tourism” con pacchetti che offrono dai più semplici trattamenti con il laser fino ad interventi più impegnativi che prevedono anche giorni di riposo in alberghi convenzionati.
La carta igienica.
Si, lo so, non l’avrei mai pensato nemmeno io, e invece l’utilizzo della carta igienica può creare un bel po’ di incomprensioni e perplessità. La prima volta è successo quando, guardando un cartello in un bagno pubblico a Seoul, ho visto un’immagine che sembrava dire di non buttare la carta igienica dentro al wc. A quel punto ho tirato fuori il telefono e chiesto aiuto al traduttore che, incredibilmente, ha confermato la mia intuizione. Pare sia una questione di tubature troppo vecchie. Capita poi di trovare rotoli appesi all’interno di ristoranti da utilizzare al posto dei fazzoletti di carta. La carta igienica è, infine, anche il tipico regalo da fare (insieme al sapone per piatti) a chi si è appena trasferito in una nuova casa per augurare che vada tutto liscio come quando si srotola un rotolo di carta igienica.
Sicuramente queste non sono che alcune delle diversità con cui bisogna fare i conti quando si vive in Corea. Le cose non potranno andare sempre lisce quando ci si trasferisce in un nuovo Paese e si deve imparare a conoscere una nuova lingua, una nuova cultura e un nuovo codice di valori. L’importante è affrontare tutto con tanta pazienza e una buona dose di flessibilità!



