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Ho scritto questa “cartolina dal Giappone” un paio di anni fa, quando ho avuto la fortuna di visitarlo in giugno. Tutti i consigli dispensati e i link di riferimento sono ancora validi, controllati con viaggiatrici recenti.

Innanzitutto prima di partire per il Giappone dovete fare il Japan Rail Pass, una tessera che vi permette di viaggiare sulla maggior parte dei treni in e fuori Tokyo, risparmiandovi un sacco di soldi sull’efficientissima ma cara come il fuoco rete dei trasporti giapponesi. Questo pass non si può comprare in Giappone. Potete ordinarlo online, e farvelo consegnare a casa (quasi ovunque nel mondo) da FedEx (contate almeno due giorni lavorativi pieni per riceverlo), o comprarlo a un’agenzia viaggi giapponese della vostra città (qui c’è la lista completa nel mondo).Prima di usare il pass dovete cambiarlo. Ciò di solito si fa in aeroporto appena arrivati (a Narita l’ufficio della Japan Railways è nel seminterrato, ben indicato e facile da trovare). Il pass è valido per una settimana dalla data di emissione (che potete scegliere voi, quindi se vi fermate più di una settimana, fate bene i vostri calcoli), e deve accompagnarvi sempre quando viaggiate in treno. Dovete comunque emettere un biglietto prima di viaggiare. Il costo è coperto dal pass, ma dovete recarvi in biglietteria e indicare quale treno volete utilizzare. Potete anche usare i posti non riservati nei treni, che si trovano nei primi tre vagoni.

L’aeroporto di Narita è uno degli aeroporti più intelligenti e meglio organizzati che io abbia mai visto. Non avrete problemi a muovervi al suo interno e a raggiungerlo o lasciarlo. Inoltre i giapponesi sono veramente servizievoli e gentili e si fanno in otto per aiutarvi.

Io ho visitato tre posti: Tokyo, Kyoto, Hiroshima.

Tokyo

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Electric Town

Ho dormito in due diversi hotel. Il primo (che vi raccomando caldamente) è l’Edo Sakura. E’ sulla linea del metrò Hibyia, fermata di Iriya (quella dopo Ueno). E’ il tipico alloggio giapponese, calda accoglienza, bello e comfortevole.

Il secondo è l’Akihabara Washington Hotel, alla fermata di metro Akihabara, moderno e squadrato, ma ottima attenzione al cliente e perfettamente dotato di ogni comfort (oltre ad essere situato in un’area molto interessante).

E’ facile muoversi sia con la metropolitana che con i treni sopraelevati. Ci vuole un po’ per districarsi nella ragnatela colorata delle linee, ma si impara abbastanza in fretta, e in ogni caso c’è sempre qualcuno pronto ad aiutarvi e addirittura ad accompagnarvi fisicamente alla fermata o alla macchina dove comprare i biglietti. Le macchinette funzionano anche in inglese, e tutte le stazioni sono indicate in giapponese e inglese.

Tokyo è enorme e c’è un sacco da vedere. Molto dipende dai vostri gusti e interessi. Anche in pochi giorni potete comunque farvi un’idea della Tokyo più moderna, scintillante e pazza, e di quella vecchia e tradizionale. Ecco cosa ho fatto io:

Tempio Meiji-jingu

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Lo Scramble

Mi era stato indicato come uno dei più belli a Tokyo. Non me ne sono pentita. L’entrata e il parco che lo circondano sono bellissimi, e l’atsmofera suggestiva. Da lì, ho camminato fino a Shibuya – è un tratto breve e io amo camminare, penso che sia il solo modo per realmente entrare in contatto con una città. A Shibuya c’è il famoso incrocio detto “Scramble”, sembra che sia il più trafficato al mondo. Mi sono letteralmente innamorata della zona e non mi stancavo mai di guardare la perfetta sincronia con la quale passano prima i pedoni e poi i veicoli, in assoluto silenzio. Era un giorno piovoso, ed è stato incredibile guardare quell’esercito di ombrelli colorati che si muoveva all’unisono. Vi consiglio di prendervi un caffè al bar dell’Occitane, cercate di farvi dare un tavolo alla finestra, perchè ne vale veramente la pena. Tutta l’area di Shibuya merita di essere visitata, con le sue strade colorate, i neon e gli enormi video. Mi è anche piaciuto Shinjuku di notte, è come essere in un film.

Akihabara

Ci sono stata nella seconda parte del viaggio, è un altro posto folle. Una parte del quartiere si chiama Electric Town, perchè sembra che questo sia il posto dove si trovano tutti i tipi di apparecchi elettronici e affini, nuovi e usati. Di nuovo gli schermi giganti e i neon vi sopraffanno. Se proseguite da Electric Town verso Jimbocho, trovate una strada piena di negozi di libri usati, la maggior parte in giapponese, naturalmente, ma che merita sicuramente una visita per l’atmosfera. Uno di questi negozi si chiama Ohya Shobo, e entrarci è come andare indietro nel tempo; ha un sacco di mappe vintage, mangas dell’era Edo e vecchi libri.

Continuando verso est, trovate un’altra area interessante: il parco con il Yasukuni-jinja, un memorial per le vittime giapponesi della guerra (cercate la sua storia e le polemiche di cui è circondato, sono interessanti). In questo parco di domenica c’è un simpatico mercatino dell’antichità. Più a est si arriva a Kagurazaka, un vecchio quartiere di geishe. E’ un po’ difficile trovare le strade di ciottolo dove vivevano e lavoravano, e non è niente di spettacolare, ma è il quartiere in generale ad essere interessante, con negozietti, ristoranti tradizionali e piccoli angoli suggestivi.

Asakusa, Ueno e Yanaka

Io adoro tuffarmi nel passato, quindi ho visitato in lungo e in largo Asakusa, Ueno e Yanaka. Asakusa ha un bel tempio (https://www.asakusajinja.jp/english/); per raggiungerlo si passa attraverso una strada turistica con bancarelle di ogni tipo di chincaglieria giapponese che potete immaginare. Ueno e il Museo Nazionale non sono molto distanti dal tempio. Se vi piace camminare, in circa venti minuti arrivate al Museo Nazionale di Tokyo. Questo è un museo stupendo e ci vuole molto tempo per visitarlo tutto. Dato che io ne avevo poco, ho fatto il primo piano e una piccola parte del pianterreno, che dà una buona idea della storia e dell’arte giapponese.

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L’entrata del Rampo

Di fronte al museo c’è un bel parco, dove si trova lo zoo. Io non l’ho visitato (anche se sono stata tentata di andare a vedere i due panda che ci vivono), primo perché gli zoo mi deprimono profondamente, e secondo perché volevo assolutamente visitare Yanaka, una parte che avevo sentito dire mostra ancora l’atmosfera della Tokyo tradizionale. E in effetti c’è una bella passeggiata da fare (la guida della Lonely Planet ne dà l’itinerario dettagliato). E’ una Tokyo molto diversa da quella che vedete a Shibuya. Ha case a un piano solo, un sacco di templi, strade piccole e tranquille. In una di queste abbiamo trovato un pub assurdo, che è un’esperienza in sé: una specie di creativa mescolanza di stile giapponese, maschere africane, collezioni di amanti di gatti e musica jazz. Il posto perfetto per fermarsi a darsi una rinfrescatina e riposarsi un po’. Ci vogliono circa due ore piene per completare il giro di Yanaka, e a seconda del giorno e del momento in cui la visitate, potreste fermarvi in alcune gallerie d’arte e visitare l’interno dei templi (la maggior parte chiude tra le quattro e le cinque del pomeriggio.

Kyoto

Qui ho dormito in un gradevolissimo appartamento stile giapponese, uno dei tanti in una via molto tranquilla di case a un piano. Perfettamente organizzato (si raccolgono le informazioni sull’alloggio a un’agenzia vicina alla stazione centrale dei treni di Kyoto) e pratico sotto molti aspetti, inclusa la posizione, il NISHI-NO-TAI è perfetto se volete rilassarvi in un posto relativamente spazioso dopo aver girato come matti nella bellissima Kyoto.

 

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Il Tempio d’Oro

 

Lasciatemi cominciare consigliandovi di pianificare bene e all’inizio tutto quello che volete vedere. A meno che abbiate molti giorni da passare a Kyoto, dovrete decidere previamente cosa vedere e pianificare gli spostamenti con attenzione. Vi dico questo perché molti dei posti più interessanti si trovano in punti a volte molto distanti l’uno dall’altro, alcuni anche fuori Kyoto. Sappiate anche che ci vuole sempre un po’ per spostarsi: i bus funzionano alla perfezione, ma si fermano con frequenza e la città è molto estesa. Ci sono molte risorse in Internet che vi aiuteranno a capire in anticipo cosa volete vedere. Ecco cos’ho fatto io (in nessun ordine particolare):

Gion  e Ponto Cho

Potete cominciare da Ponto Cho, un quartiere tradizionale attraversato da stradine piene di lanterne rosse, e arrivare a Gion, il più famoso (e stupendo) quartiere di geishe a Kyoto. A Ponto Cho ci sono molti bar e ristoranti, alcuni di questi che hanno terrazze sul fiume. E’ molto bello cenare lì, ma caro. Anche i ristoranti a Gion sono carissimi, ma potete trovare di posti più a buon mercato se andate a sinistra alla fine di Ponto Cho. Lì io ho mangiato i sushi sul nastro trasportatore a Musasi Sushi, un posto divertente e per niente caro. Gion è spettacolare soprattutto di notte.

Daitoku-ji

E’ un delizioso gruppo di templi Zen con dei bei giardini

Arashiyama

E’ la magica foresta di bambù nel quartiere di Arashiyama e Sagano. Me l’aspettavo più grande, ma è comunque un posto molto bello anche se la presenza massiccia dei turisti ne rovina l’atmosfera. Alla fine della foresta potete visitare Okochi Sanso, la villa di un defunto attore giapponese che ora è una fondazione per le arti. Bel giardino e vista impressionante.

Sanjusangen-do

E’ probabilmente il posto che mi è piaciuto di più. E’ un tempio che ospita 1001 statue di Kannon, la dea della pietà. E’ un corridoio lungo e stretto dove le statue sono disposte molto vicine l’una all’altra e circondano la più grande. Il tutto ha un’atmosfera molto strana. Non si possono far foto.

Kyomizu-dera

 

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E’ un tempio che richiede un po’ di tempo perché ha molti punti interessanti da vedere. Restate a lungo nel tempio principale, alla fonte di acqua sacra e al cimitero. Prima o dopo aver visitato il tempio, andate nelle due strade adiacenti, sono deliziose con le loro vecchie case di legno, negozietti tradizionali e ristoranti interessanti.

Fushimi Inari Taisha

E’ un posto favoloso. Ci vuole molto tempo per girarlo bene perché la passeggiata completa è un totale di 4 chilometri, per la maggior parte del percorso fiancheggiata dai rossi torii (cancelli tradizionali giapponesi), che rendono magica l’atmosfera.

Kinkaku-ji

E’ il Padiglione Dorato che fungeva da villa estiva per il shogun Ashikaga Yoshimitsu. Oggi è un tempio Zen ed è suggestivo perché i suoi due piani superiori sono ricoperti di foglie d’oro. Nonostante la sua bellezza, però, non me lo sono goduta a fondo; alla fine si tratta di una visita veloce e non ci si può avvicinare.

Tetsugako-no-Michi (Il Percorso dei Filosofi)

E’ una bella passeggiata ma se avete poco tempo non vi suggerisco di metterla in cima alle vostre priorità. Immagino anche che il momento migliore per visitare questa zona pedonale sia quando fioriscono le ciliegie, oppure in autunno quando le foglie degli alberi sono tutte rosse e gialle. Si cammina di fianco a un piccolo canale costeggiato da piccole casette di legno e qualche negozietto tradizionale.

I miei consigli per Kyoto:

  • Pianificate in anticipo, ma trovate il tempo di perdervi tra i templi e scoprire la bellezza dei percorsi più nascosti;
  • state attente alle biciclette; sembra assurdo, ma sono un vero rischio. La maggior parte delle bici viaggia sui marciapiedi, e se vi muovete all’improvviso senza guardarvi alle spalle, nonostante l’abilità dei guidatori, potreste essere colpite. Guardate sempre dietro di voi quando siete sui marciapiedi, e con attenzione a destra e a sinistra quando attraversate la strada;
  • vi muoverete tantissimo in bus. Il costo di un biglietto per una tratta è fisso (240 yen da pagare alla fine del viaggio, prima di lasciare il bus). Bisogna avere l’ammontare giusto in moneta, ma c’è una macchina per cambiare le banconote di fianco al guidatore, e dovete pagare ogni volta che salite su un nuovo bus, non importa per quante fermate. Vi consiglio di comprare un pass giornaliero (500 yen), che trovate alla stazione centrale e alle fermate dei bus più grosse (ci sono delle macchinette che li vendono);
  • entrerete e uscirete continuamente dai templi e quindi dovrete togliere e rimettere le scarpe in continuazione. Se volete risparmiare tempo, mettetevi scarpe senza stringhe.

Hiroshima

Il memoriale della pace

Qui ho dormito in un hotel piccolissimo ma decente, il Sansuy Riokan. La proprietaria è una signora simpatica ed efficiente, e la posizione è perfetta per visitare i posti più interessanti.

Hiroshima è un’esperienza strana. Quando si scende dal treno alla stazione, è come fare un tuffo negli anni settanta. La città ovviamente è stata completamente ricostruita dopo la bomba, e sembra che tutti gli sforzi si siano concentrati in quel periodo, e poi fermati di colpo per permettere agli abitanti di dare un’anima alla città. L’atmosfera è amichevole ma stranamente ferma.

Ho visitato il Museo del Memoriale della Pace, che è sconvolgente anche se totalmente assente di contesto storico. Sono mostrati un sacco di oggetti che ricordano la distruzione causata dalla bomba, ma non ci sono spiegazioni su cosa stava succedendo in quel momento e sul ruolo delle potenze coinvolte. Ho trovato particolarmente strizza cuore le storie dei bambini, e sono uscita con la sensazione che nonostante tutta la distruzione causata dalle guerre, abbiamo ancora moltissima strada da fare per rendere questo pianeta un posto pacifico e sicuro.

Fuori dal museo c’è un grande parco che ospita vari memoriali, ma il punto più scioccante è indubbiamente l’Hiroshima Peace Memorial. Questo sito dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è ciò che rimane di una hall fieristica disegnata dall’architetto ceco Jan Letzel. E’ l’unico edificio in tutta la città che è sopravvissuto alla bomba. C’è stata un’accesissima discussione sul fatto di tenerlo o distruggerlo completamente, e alla fine si è deciso di tenerlo come memoriale della bomba e simbolo di pace. Prendetevi un po’ di tempo per camminarci intorno e respirare l’atmosfera.

A parte quanto vi ho detto, a Hiroshima non c’è molto altro da vedere. La sera, però, vi consiglio di non perdervi una bella okonomiyaki, la deliziosa specialità di Hiroshima.

Claudia Landini (Claudiaexpat)
Jakarta, Indonesia
Giugno 2015
Foto ©Claudia Landini

 

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