Home > Vita d'Expat > Trasferirsi > Cos’è la casa per te? La restituzione di Donatella Caprioglio

Molte di voi ricorderanno che in seguito allo splendido incontro con Donatella Caprioglio, psicologa dell’abitare, abbiamo lanciato un sondaggio che chiedeva semplicemente: “Cos’è la casa per te?”. In base alle cento risposte ricevute da espatriate di diverse nazionalità e in diversi paesi, Donatella ha elaborato la sua “restituzione”. Vi anticipiamo che è bellissima e toccante. Grazie di cuore, Donatella.

 

“C’è un senso nel prendere la casa come uno strumento di analisi per l’anima umana. Non soltanto i ricordi ma anche gli oblii vi trovano dimora. La nostra anima è una dimora.

 E ricordandoci di case e di camere, noi impariamo ad abitare noi stessi.”

“La poetica dello spazio”
Gaston Bachelard

 

                               Cos’è la casa per te?                

                        Domande rivolte alla comunità di Expatclic        

 

Nulla più di una casa è in grado di rivelare come siamo: è la metafora del nostro mondo interiore. Da come l’abitiamo si può capire il legame che abbiamo con la parte più intima di noi stessi.

Troppo piena o troppo vuota, maniacale o disordinata, la casa parla di noi e della nostra vita.

Basta entrare in casa per vedersi.

Prendere coscenza del suo significato può essere l’occasione per liberarci di ricordi ingombranti, di desideri bloccati o semplicemente negati e respirare in uno spazio nuovo.

Partendo da questa osservazione mi sono chiesta come potevano vivere la casa le persone che per lavoro sono costrette a cambiarla spesso. Venendo a conoscenza dell’associazione Expatclic, un’organizzazione no-profit che supporta donne espatriate di tutto il mondo e sopratutto grazie all’aiuto di Angela Iacobellis, curiosa globetrotter (reale) e culturale, abbiamo inviato un formulario molto semplice che ci riferiva principalmente in quanti luoghi ogni donna  aveva abitato e che cosa significava per lei “la casa.”

Case per tutte, come luoghi di passaggio,  in un’erranza continua, (c’è chi ha cambiato cinque paesi diversi) dove spesso il partire sembra, per la maggior parte,  percepito come possibilità di un divenire.  

Le differenti risposte hanno aperto mondi intimi, interessanti da leggere e utili per riflettere. Tutte hanno dato sfumature diverse, così come sono assolutamente singolari le case di ognuno di noi.

La casa è risultata un oggetto archetipale, di protezione, contenimento, riflesso del proprio mondo interno, che racchiude angoli, oggetti,  prospettive, ricordi e  risveglia vicinanze emotive.

Questa la visione in sintesi offerta da chi ha risposto:

La casa è un contenitore di anime, la mia e quella dei figli, del marito, anche del cane. Casa è un insieme di fattori evolutivi, diventa un soggetto per proteggerci e proteggere, un interno per contenere cose care, una tazza, una scultura, oggetti simbolici che racchiudono la nostra storia e l’appartenenza ad un luogo di origine. Casa è calore o luogo dove stanzia l’amore, la cura per l’altro, il profumo di caffè alla mattina o la qualità di vita che ci permette di avere. Casa è anche il territorio circostante e le conoscenze che avvengono attorno a lei, è totem di riparo, di sicurezza, di pace, dove circondarsi delle proprie cose portate nei vari traslochi, o dei libri che si ha voglia di leggere in relax. “Casa sono io”, si legge in una risposta, “la mia testa”, o “casa l’ho finalmente trovata in me stessa”, un’altra risposta, “e ho imparato ad abitarmi anche negli spazi più bui della mia mente”.

Casa è profumo di cucina, è luce o vicinanza con l’acqua, è una tazza di tè con il pigiama, è cura di me e dei miei figli, è lo scalino dove mi siedo, è colore, quadri, è non avere la tv in camera ma la radio in bagno. Casa sono i muri che possono accogliere ciò che mi corrisponde. Casa è anche scoperta di un magnetismo che la circonda, è spazio emotivo ed emozionale, casa è porto e rifugio sicuro, un nido di pace, è la nostra vita, le nostre tappe, il nostro presente e i nostri ricordi.

Casa è anche un luogo di incontro e di affetti profondi, è famiglia e figli, è dove SONO adesso.

E’ un luogo terapeutico perchè contiene l’insieme dei fattori evolutivi e dà serenità dove c’è rispetto. Casa è un mucchio di dettagli e sfumature, è il luogo più sicuro che esista. E’ un luogo poetico dove mettere i propri pensieri ma anche depositare i propri sogni.

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La verità di queste risposte mi colpisce perchè semplice e profonda. Direi anche necessaria, nell’esprimerla così immediata e senza fronzoli, come una certezza assoluta, un concetto che racchiude dei mondi complessi, ricchi di storia, di viaggi, di emozioni, di vita.

Fa bene parlare di case, è più facile che parlare di noi. Loro parlano e traducono  quello che per noi diventa essenziale.

A queste donne che viaggiano spesso, immagino si sarà posto il problema di abitare una nuova esperienza. Capire il senso del luogo e capire il proprio senso in quel luogo. Essere o non essere in quel luogo. Poterci essere.

Fare mente locale e perdersi. Lasciarsi andare al proprio orientamento intuitivo e scoprire forse qualcosa di nuovo di sè.

E’ una bellissima opportunità che mi porta affettuosamente ad invidiarle.

Anche se immagino non sempre sia facile…

Mi piacerebbe restituire queste impressioni con chi ha gentilmente aderito anche guardandoci in faccia, grazie alla tecnologia attuale che ci permette di essere insieme da parti diverse del mondo. L’interesse alla casa, all’ascolto dell’altro, alla dinamicità che si crea a parlare di spazio fisico, mentale, o anche immaginario mi vede sempre pronta ad apprendere, ad allargare orizzonti, con chi ne ha visionati diversi.

Grazie a tutte per aver donato, attraverso una semplice risposta,  qualcosa di intimo, qualcosa di sè.

 

Donatella Caprioglio
Gennaio 2020
Foto ©AngelaIacobellis
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