Home > Africa > Congo > Piccolo vademecum per Brazzaville

Cathy, un’amica svizzera che ha vissuto tre anni a Brazzaville, ci manda qualche consiglio per vivere meglio a Brazzaville, Congo. Grazie Cathy!!!

Traduzione a cura di Silviaex

Aggiornato a ottobre 2014

Gli uomini : bisogna sapere che in Congo regna l’amore… in effetti darei qualche consiglio più ai mariti che alle mogli… le africane fanno paura quando vedono unmoundele (bianco)…

Per le donne: gli africani preferiscono le bionde, ma in genere ci provano… Se respinti sono comunque dei simpaticoni, non se la prendono troppo, un po’ come i maschi latini (!) che amano fischiare alle ragazze per strada… Non sono aggressivi. Ad ogni modo è sconsigliato andare in giro la notte fuori dal centro città, a meno di essere accompagnati da persone del quartiere.

Il mezzo di trasporto preferito é il taxi, facilmente riconoscibile per il colore verde. Una corsa costa 700 CFA (circa 1 €)

Un buon ginecologo è il Dr. Iloki, veramente un bravo medico. Sfortunatamente è sempre molto in giro, ma anche il suo assistente è bravo.

Un piccolo consiglio sulla sicurezza : bisogna sapere che in Africa pò succedere di tutto, un giorno apparentemente tranquillo può essere seguito da un colpo di stato… In Congo in generale la gente non è aggressiva, ma per esempio fuori da Brazzaville, se vi dovesse capitare un incidente di macchina, la sola cosa da fare è continuare a guidare (anche in caso di feriti) e fermarsi al primo posto di polizia: un prete italiano è stato letteralmente fatto a pezzi dalla folla inferocita dopo essersi fermato a soccorrere un bambino che aveva accidentalmente investito…

Altro punto importante, la malaria. In Congo si trova la malaria più pericolosa, perchè mortale. Ad ogni modo non vi angosciate, in due anni e mezzo e senza profilassi non l’ho presa che due volte… L’importante è coprirsi bene al tramonto, dormire sotto la zanzariera (imperativo!) ed usare ad oltranza prodotti antizanzare per il corpo. In Congo esiste anche un insetto orribile, chiamato fourou, una specie di piccolo moscone nero le cui punture danno un prurito atroce che dura per delle settimane intere… Una volta punti non c’è niente da fare, l’unica è dunque prevenire e spruzzarsi prodotti anti-zanzare a go-go….

Bisogna sapere anche che a Brazzaville il sistema ospedaliero-sanitario è di scarso livello, vi consiglio dunque di usare sempre il Centre Médical Français (CMF), dove in genere hanno medici francesi di buon livello (è un servizio a disposizione dei francesi, ma non vi mandano certo via se avete un problema di salute!). Attualmente al CMF c’è il Dott. Michel Joubert. Il telefono del centro è +242 05 578 19 54.

Passando ad un tema più simpatico, francamente non è che ci sia granchè da fare in Congo, a Brazzaville poi non ne parliamo. Per avere un minimo di vita sociale è bene iscriversi al Tennis Club ed iscrivere i bambini alla scuola francese (anche perchè comunque non ce ne sono altre). La comunità expat è per la maggior parte francese, metà della quale composta da vecchie famiglie che si sono stabilite in Congo da generazioni. Una comunità molto aperta, basta naturalmente sapersi adattare senza criticare tutto e tutti prima ancora di conoscere…

I ristoranti: non molto ma quello che c’è è molto buono. Il Mami Wata (sul fiume Congo, magnifico!) e il Jardin des Saveurs, che tra l’altro appartengono ad una mia carissima amica. Anche il Sympatique (ottima cucina francese) è di una cara amica. Inoltre l’Orchidée e se no un sacco di ristoranti libanesi. Purtroppo niente d’italiano…

Mi raccomando: NON BEVETE MAI L’ACQUA DEL RUBINETTO!!!!!! Anche per lavarsi i denti è meglio usare l’acqua filtrata. E a proposito d’acqua ci sono dei quartieri a Brazzaville dove non c’è acqua, il che vuol dire che tutti i giorni passa (o dovrebbe passare…)  un camion cisterna a portarla… Anche la corrente elettrica va e viene e a seconda della stagione possono anche esserci i tagli tutti i giorni…

Insomma, è l’Africa, ma ci si abitua. E per quando si ha veramente voglia di cambiare aria, andate a Pointe Noire, la vista del mare rilassa…

 

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