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Claudiaexpat ci dà qualche informazione sulla musica a Gerusalemme.

Come tutto a Gerusalemme, anche la musica si può scoprire, assaporare e condividere in una miriade di situazioni e luoghi diversi – dall’antica chiesa al più moderno teatro, dal concerto intimo al festival più esteso – e con approcci del tutto diversificati.

 

Cultura musicale
Mentre a Gerusalemme Ovest la musica (classica in particolare, ma non solo) sembra essere tenuta in grande considerazione e profusamente praticata, all’Est è un po’ più difficile trovare situazioni che la promuovono. Le oggettive difficoltà che l’occupazione israeliana impone anche alla cultura, un ambiente sempre più ristretto su un territorio conteso, una vita ritmata da mille difficoltà che mettono in primo piano questioni pratiche, non favoriscono il fiorire di momenti culturali sereni e rilassati. Tuttavia ci sono delle nicchie dentro alle quali è con grande soddisfazione che si scopre che anche a Gerusalemme Est la musica classica (e non solo) è apprezzata e smuove grandi emozioni.

L'interno della chiesa di Sant'Anna

L’interno della chiesa di Sant’Anna

Posti dove si fa musica
Famosissimi per la loro qualità e il livello dei musicisti che portano alle performance sono alcuni cicli di concerti di musica classica a Gerusalemme Est, e in particolare quelli che si svolgono all’École Biblique, alla Chiesa di Sant’Anna e al Center for Jerusalem Studies. Quest’ultimo si appoggia a strutture esterne (ad esempio al Hind al Husseini College Theatre Hall a Sheik Jarrah) e di tanto in tanto al suo bellissimo hammam Al Ayn per ospitare musicisti internazionali di alto livello. La chiesa di Sant’Anna invece ha il privilegio di un’acustica senza pari, grazie alla quale, peraltro, si salvò dalla distruzione dopo la partenza dei crociati, perchè fu convertita in scuola coranica. Attualmente è gestita dai Padri Bianchi, una congregazione religiosa francese. Vi lascio immaginare cosa vuol dire ascoltare un concerto di musica barocca tra le volte di questa immensa chiesa. La sua acustica è talmente perfetta che persino i turisti possono approfittarne, intonando qualche canto mentre visitano le antiche rovine – sempre che sia un canto religioso!

Per informazioni sui programmi culturali di questi luoghi:

Center for Jerusalem Studieshttp://www.jerusalem-studies.alquds.edu/. Iscrivetevi alla loro mailing list. Il centro si trova nel Suq al-Kattanin (Mercato del cotone), nel quartiere musulmano, vicino alla Spianata delle Moschee. Per raggiungerlo entrate nella città vecchia dalla Porta di Damasco e proseguite sempre diritti tenendo la via di sinistra, troverete l’entrata al vecchio caravanserraglio che ospita il mercato (e il centro) dopo circa 400 metri.

Ecole Bibliquehttp://www.ebaf.edu/. Le sue iniziative culturali sono diffuse dal Centro Culturale Francese Chateaubriand (http://www.ccfjerusalem-chateaubriand.org/) iscrivetevi alla loro mailing list. Si trova in Nablus Road, a poca distanza dal Jerusalem Hotel e dal parcheggio dei bus.

Chiesa di Sant’Anna: la trovate alla vostra destra appena entrati nella città vecchia dalla Porta dei Leoni. I suoi concerti vengono pubblicizzati sempre dal Centro Culturale Francese sopra menzionato.

Altri concerti di musica (classica e non) vengono sporadicamente ospitati dal Palestine National Theatre (http://www.pnt-pal.org/) e dal Centro Culturale Yabous (http://yabous.org/).

Anche il Conservatorio Edward Said (http://ncm.birzeit.edu/), di cui parlo più approfonditamente sotto, organizza dei concerti di musica non solo classica, e promuove interessanti iniziative musicali interculturali.

All’Ovest il luogo per eccellenza per le performance musicali è il Jerusalem Theatre (http://www.jerusalem-theatre.co.il/), un enorme complesso culturale che ospita un teatro, varie sale cinematografiche, spazi per mostre e molto ancora. Il sito web è sempre aggiornatissimo con tutte le iniziative del teatro, che includono molti concerti con musicisti da ogni dove. Periodicamente vengono anche organizzati cicli pomeridiani di concerti di musica classica. Per essere sempre informati su tutti i concerti a Gerusalemme Ovest vi consiglio di guardare gli inserti del venerdì dell’Haaretz(http://www.haaretz.com/).

Una chicca per chi ama i cori è la messa armena nella chiesa di San Giacomo nel quartiere armeno. Potete assisterci alle 6:30 del mattino o alle 15 – per il resto del giorno la chiesa è chiusa al pubblico.

Lezioni di musica
Se state imparando uno strumento musicale o avete un figlio o figlia che ne studia uno, non c’è ragione di interrompere a Gerusalemme, a meno che il vostro strumento sia molto particolare, o che siate prevenuti per studiare con professori di una o dell’altra parte della città.

A Est la scuola di musica per eccellenza è il Magnificat Institute (http://www.magnificat.custodia.org/), gestito dai frati francescani (chiedere di Padre Armando). Una scuola molto seria e viva, all’interno della città vecchia (entrate da New Gate e ve la trovate immediatamente sulla sinistra), nella quale vengono impartite lezioni di piano, viola, violino, e violoncello, chitarra, batteria, canto, organo, flauto, solfeggio e composizione, in un ambiente misto e motivato. Il Magnificat è convenzionato con il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza, quindi il corso di studi a Gerusalemme è pienamente riconosciuto ai fini di un diploma a Vicenza.

Gerusalemme4Il già citato Conservatorio Edward Said ha varie sedi in Palestina, e a Gerusalemme lo trovate in Al-Zahar Street, in una bellissima casa ristrutturata pochi metri più avanti del Centro Culturale Yabous, sul marciapiede opposto. I suoi numeri di telefono sono 02 627-1711 e 02 626-3230. Ha anche una piccola succursale a cui si accede dal parcheggio esattamente di fronte al Christmas Hotel, alla fine di Salah Addin. Qui vengono impartite lezioni di strumenti a fiato e di percussioni. Il conservatorio è unico nel suo genere, il suo direttore è un italiano, Michele Cantoni, e le sue iniziative sono varie e molto interessanti, volte a mantenere alto il livello musicale della popolazione giovanile palestinese, stimolandola all’incontro e allo scambio con altre culture.

All’Ovest c’è una scuola di musica (ce ne sono tantissime, ogni quartiere ha la sua, ma di questa mi hanno parlato bene) in Emek Refaim, la grande arteria della Colonia Tedesca. La trovate alla vostra destra a circa 600 metri dall’inizio della via prendendola dal centro città.

Per professori privati vi consiglio di rivolgervi alle varie scuole internazionali (le trovate elencate qui) o alle scuole di musica sopra citate. Tenete presente che non sempre i musicisti israeliani vanno a domicilio nei quartieri di Gerusalemme Est – non so se lo stesso valga nel caso contrario perchè non ho mai sentito di esperienze in proposito.

Ho comunque l’impressione che in generale la tendenza non sia quella di recarsi a dare lezioni di musica a domicilio, ma di accogliere gli studenti in scuole o case private. Se non volete integrare un corso strutturato all’interno di una scuola di musica, potete anche chiedere ai negozi che vendono strumenti musicali di indicarvi dei professori.

Strumenti musicali
All’ovest c’è un grande negozio di strumenti all’interno del centro commerciale esattamente di fronte al mercato Mahane Yehuda. Hanno ogni tipo di strumento e attrezzatura.

Se volete restare dalla parte palestinese vi consiglio di andare a Betlemme, dove nel giro di pochi metri trovate due negozi di strumenti musicali fornitissimi – uno si chiama Yamaha, l’altro Valentino, e sono entrambi sulle due strade principali della città – una quella che porta alla chiesa della Natività, e la sua parallela, oppure a Beit Hanina, da Silverstone, che trovate alla vostra destra venendo dal centro, 200 metri prima del semaforo che va a Pizgav (vicino al benzinaio Yellow).

Nella città vecchia di Gerusalemme si trovano degli strumenti musicali semplici e tradizionali, tipo tamburi, chitarrine e altri tipi di percussioni. Se cercate il classico flauto per le lezioni di musica a scuola dei vostri figli, ne trovate, oltre che nel negozio sopra citato all’ovest, all’Educational Bookshop in Salah Addin.

Baremboim Said
Non posso concludere questo articolo senza citare la fondazione Baremboim Said (http://www.barenboimsaidusa.org/) che dal 2003 appoggia la musica e l’educazione musicale in Palestina e Israele. L’idea nasce dall’incontro di due grandi artisti, Edward Said, palestinese di Gerusalemme, e Daniel Barenboim, argentino, che nel 1999 hanno fondato l’orchestra WEDO (Western-East Divan Orchestra), alla quale partecipano musicisti israeliani, arabi e spagnoli. Lo scopo di quest’orchestra è di dimostrare che nel linguaggio universale della musica non esistono barriere e che ciò che impedisce la pace in questa tormentata zona sono le barriere create dall’uomo. L’orchestra e la fondazione sono attivissime, promuovono seminari, incontri, concerti.

 

Gerusalemme3

 

Ultima nota: i Dam
Un gruppo di hip hop palestinese fondato nel 1999 dai fratelli Tamer e Suhel Nafar con un loro amico, Mahmoud Jreri. I Dam hanno raggiunto l’apice del successo con il loro singolo Meen Irhabi – Who is the terrorist?, un’aperta denuncia ai soprusi dell’occupazione israeliana, che è diventato immediatamente il simbolo della resistenza palestinese tra i giovani. I Dam hanno conosciuto un enorme successo e si muovono tra la Palestina – dove ispirano decine di giovani a prendere la via della musica – e l’estero (ogni anno fanno concerti anche in Italia). I temi delle loro canzoni sono la giustizia, la violazione dei diritti umani, l’occupazione, la povertà e i diritti delle donne. Nel 2008 è uscito Slingshot Hip Hop (http://www.slingshothiphop.com/), un documentario che parla della storia dell’hip hop palestinese e in particolare dei Dam, seguendoli nel loro percorso musicale e mettendo in risalto le difficoltà alle quali sono soggetti gli artisti sotto l’occupazione israeliana.

 

Claudiaexpat 
Gerusalemme
Gennaio 2013