Home > Sudamerica > Perù > Intervista a Patrice, geologo francese in Perù

Patrice è un geologo francese in Perù che lavora per l’IRD (Institut de Recherche pour le Développement, Istituto di Ricerca per lo Sviluppo). Ha passato una buona parte della propria vita all’estero, soprattutto in America Latina, e attualmente vive in Perù. Un vero “uomo della foresta”, Patrice viaggia spesso in Amazzonia per il suo lavoro e al ritorno ci racconta sempre delle storie incredibili. Appassionato, onesto, rispettoso dei luoghi e delle genti che visita regolarmente, in questa intervista Patrice si concentra sulle condizioni degli Ashaninka, un popolo dell’Amazzonia peruviana che rischia di scomparire nell’indifferenza generale.

Cosa ti ha spinto all’estero e dove hai vissuto finora?

L’Amazzonia e la sua storia mi hanno sempre appassionato. Nel 1989 ho deciso di fare il mio servizio civile in Bolivia con quella che all’epoca era l’ORSTOM (l’attuale IRD). A La Paz mi sono sposato con Françoise, mia compagna da sempre. Guillaume, il mio primo figlio, è nato a Santa Cruz nell’89. In seguito siamo rientrati in Francia, dove è nato il nostro secondo figlio, per ripartire in Bolivia dal ’91 al ’94. Abbiamo poi vissuto sei anni in Ecuador, e dopo una pausa di due anni in Francia ci siamo installati in Perù, dove resteremo fino alla fine del 2007.

In cosa consiste esattamente il tuo lavoro?

Sono geologo. Dirigo dei programmi di ricerca volti a migliorare la gestione dello sfruttamento delle risorse non rinnovabili dei paesi dove vengo di volta in volta inviato. Nel caso del Perù tutto ciò implica una ricerca molto approfondita della geologia dell’Amazzonia. E’ per questo motivo che nell’ambito del mio lavoro mi ritrovo a svolgere missioni dagli obiettivi più vari, e di fronte a scoperte spesso interessanti.

 

geologo francese in perù

La base della cascata Parijaro

Durante i tuoi viaggi in Amazzonia hai vissuto momenti molto intensi, ed è spesso attraverso ciò che racconti che noi scopriamo la ricchezza culturale e umana dei popoli dell’Amazzonia. A volte è persino un po’ pericoloso penetrare profondamente nella foresta e vedere quello che succede nei posti più isolati….

Penso che le mie missioni sul terreno siano più interessanti che pericolose. Quando vivevo in Ecuador sono stato mandato in missione in Perù, nel ’95. Era ancora l’epoca del terrorismo e la tensione nella foresta era molto forte. Risalendo un fiume in piroga siamo stati catturati da un gruppo di indiani armati d’archi e frecce. Pensavano che fossi un “Pistaco”. Il Pistaco è un personaggio che viene da una leggenda risalente all’epoca della colonizzazione spagnola. E’ un uomo bianco che cattura gli indiani per estrarre il grasso dai loro corpi. Dopo avermi catturato mi hanno sistemato in una capanna per la notte e le donne del gruppo, molto curiose perchè non avevano mai visto un bianco, non smettevano di entrare e toccarmi.

Più recentemente, durante la missione Purussaurus (vedi oltre, n.d.r.) siamo stati fermati da un gruppo di tagliatori di legna illegali. Sono persone che tagliano illegalmente gli ultimi alberi di mogano della foresta amazzonica. Erano armati e visibilmente irritati dalla presenza di un gruppo di intrusi……

geologo francese in perù

La cascata Parijaro

Parlaci della spedizione per cercare questo famoso caimano gigante…..

Una parte del mio lavoro consiste nel ricostruire la storia geologica del bacino amazzonico. Questa spedizione era stata organizzata per ritrovare dei fossili di animali scomparsi, che vivevano in Amazzonia all’incirca 13 milioni di anni fa. Una spedizione molto importante alla quale hanno partecipato molti ricercatori e istituzioni. La biodiversità dell’Amazzonia è un tema di vastissimo interesse, e dunque il nostro gruppo di ricercatori era composto da parecchi geologi e paleontologi. Abbiamo trascorso tre settimane in foresta e risalito 200 chilometri di fiumi in condizioni relativamente difficili. Effettivamente abbiamo ritrovato i resti di molti animali, tra cui il famoso caimano gigante Purussaurus che poteva arrivare a 18 metri di lunghezza (quando la spedizione è tornata a Lima è stata organizzata una conferenza durante la quale Patrice ha spiegato il percorso seguito e l’importanza della scoperta. Una ricostruzione a grandezza naturale del Purussaurus realizzata da un paleontologo limegno -Rodolfo Salas- è stata presentata durante questa conferenza e successivamente installata al Museo di Storia Naturale di Lima, n.d.r.).

geologo francese in perù

La ricostruzione del Purussaurus

E’ molto interessante studiare il passato dell’Amazzonia per comprendere l’origine della sua incredibilie biodiversità. Due anni fa lo stesso tipo di spedizione ci aveva fatto scoprire dell’ambra che racchiudeva molti insetti risalenti a più di 10 milioni di anni fa. Sono sempre sotto studio.

Parlaci degli Ashaninka….

geologo francese in perùConoscevo già gli Ashaninka, ma è stato durante la mia ultima missione che ho avuto la fortuna di poter passare qualche giorno con loro e di conoscere uno dei posti più meravigliosi dell’Amazzonia. Gli Ashaninka formano una popolazione di qualche migliaio di persone la cui sopravvivenza è stata messa in pericolo a più riprese. Hanno dovuto subire la colonizzazione dei loro territori, il narcotraffico della cocaina, l’intrusione violenta di Sendero Luminoso all’epoca del terrorismo in Perù, adesso i tagliatori di legna illegali…. geologo francese in perùGli Ashaninka sono sempre stati attaccati in modo diretto o indiretto, nonostante siano uno dei popoli più nobili e colti che io abbia conosciuto. Basta passare qualche giorno tra loro per apprezzarne la nobiltà di spirito, il modo di vivere in totale armonia con la natura e l’ambiente, per comprendere l’interazione e il rispetto che nutrono verso la natura.
Sono arrivato in quest’angolo dell’Amazzonia, nella Cordigliera di Vilcabamba, e ho passato una giornata intera ai piedi della cascata Parijaro, in totale contemplazione. Ho incontrato Shirampari, un capo Ashaninka, un vero guerriero. geologo francese in perùGli Ashaninka mi hanno raccontato degli attacchi sanguinosi di Sendero Luminoso che sono andati avanti per anni all’epoca del terrorismo in Perù: i loro figli venivano rapiti per andare a ingrassare le fila dell’esercito dei terroristi. Si trattava di attacchi selvaggi e senza testimoni, ai quali gli Ashaninka hanno saputo resistere grazie alla loro forza di carattere e con l’aiuto di un monaco canadese, Fray Mariano Gagnon, che li ha appoggiati nella resistenza. Resistono, gli Ashaninka, ed è un dovere morale cercare di aiutarli. Sono stato molto sorpreso nel vedere che malattie come la tubercolosi continuano a ucciderli regolarmente, quando basterebbe un semplice vaccino per salvarli.

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Ringraziamo Patrice per la sua disponibilità. Personalmente conoscevo un po’ la storia degli Ashaninka ma è stato attraverso i suoi appassionati racconti che ho realmente preso coscienza dell’importanza e della grandezza di questo popolo. Se volete conoscere un po’ più a fondo gli Ashaninka e quanto hanno attraversato nei momenti più duri della storia recente, Patrice vi consiglia il libro di Fray Mariano Gagnon, disponibile in spagnolo e francese: Los Guerreros en el Paraiso o Les Guerriers du Paradis, entrambe le versioni si possono acquistare in Internet. Patrice ci segnala anche il sito web di Jéromine Pasteur (http://www.engagezvous.com/jerominepasteur/), una donna francese che ha fondato un’associazione per aiutare gli Ashaninka.

Intervista raccolta e tradotta dal francese da Claudiaexpat

Lima, Perù
Gennaio 2007

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