Home > Sudamerica > Honduras > La piñata, un bellissimo rituale latinoamericano

Da tanto tempo volevo raccontarvi della mia esperienza con la piñata in America Latina. Questo mese in cui parliamo di riti e tradizioni nel mondo trovo la perfetta occasione.

 

Foto: Oscar Aragon su Unsplash

Ci sono alcune cose che chi come me trascorre un po’ di tempo in qualche paese dell’America Latina non può non conoscere. Una di queste è la piñata, oggetto usato per festeggiare i compleanni ma anche per i festeggiamenti più generali e che troneggia orgoglioso in mezzo a giardini e salotti di più di una casa latinoamericana.

Se poi avete dei bambini la piñata è un must assoluto. L’esperienza con la piñata diventerà una parte imprescindibile del vostro soggiorno in America Latina.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare dico subito che si tratta di un pupazzo o altro oggetto in cartapesta riempito di caramelle, cioccolatini, oggettini e così via, che viene allegramente pestato dalla folla urlante di bambini, ma in alcuni casi anche di adulti, quando i festeggiamenti sono in pieno swing. Ma andiamo con ordine.

Un po’ di storia

A seconda dei siti sui quali arriverete e delle persone a cui domanderete, le origini della piñata verranno di volta in volta attribuite alla Cina, agli italiani, agli Aztechi. Probabilmente un po’ tutti tra loro hanno contribuito allo sviluppo di questo simpatico rituale. La storia più accreditata vuole comunque che la piñata sia stata inventata in Cina per le celebrazioni del nuovo anno. Sarebbe lì che Marco Polo la vede e decide di esportarla per usarla nel famoso carnevale di Venezia. Dopo questa tappa italiana la piñata arriverebbe tra le popolazioni arabe che a loro volta la portano in Spagna.

I coloni spagnoli sarebbero i responsabili della sua introduzione in America Latina, dove apparentemente la usavano per evangelizzare le popolazioni: la piñata simboleggiava i 7 peccati capitali e picchiarla con un bastone fino a distruggerla significava allontanarsi definitivamente da questi. Le origini della parola sono effettivamente italiane, riportano a “pignatta”, termine con il quale si designa una pentola solitamente di terracotta.

In effetti, le prime piñatas, e così sono state mantenute fino a pochi anni fa, erano in terracotta. I nostri amici latinoamericani però le hanno sostituite con le meno pericolose piñatas in cartapesta per la gioia dei festeggianti.

Il rituale della piñata

Premetto che io, con la mia passione sfrenata per i giochi, quando ho visto la piñata me ne sono innamorata all’istante. Il rituale funziona così: la piñata viene appesa in un punto del giardino o della casa e legata a una corda che scivolando permette di alzarla e abbassarla. Questo movimento fa sì che l’adulto che la controlla possa creare ancora più suspense. Sì, perché quello che succede è questo: a turno i bambini colpiscono violentemente la piñata con un bastone creato per l’uso. Possono colpirla per, 5, 7 o 10 volte, a seconda delle istruzioni che ricevono. Finito il loro turno passano il bastone al bambino vicino e aspettano con pazienza che tutto il gruppo l’abbia colpita, per poi tornare a colpirla. Sempre che la piñata non si rompa nel frattempo.

Foto ©Poxy

Lo scopo ultimo del rituale della piñata è di creare un foro sufficientemente grande per fare cadere a terra tutte le ghiottonerie che la sua pancia contiene. Se già l’eccitazione è alta con i primi colpi, quando si vede il primo sbrego nel pregiato pupazzo, il can can sale ai massimi livelli. Chi riuscirà ad aprire quel varco e creare una fenditura sufficientemente grande per far cadere a terra caramelle, cioccolatini e altre diavolerie contenute all’interno, riuscirà anche ad assicurarsi di arraffarne il numero più grande.

Ogni bambino è infatti dotato di un sacchettino che potrà riempire a piacere, o meglio a seconda di quanto le sue veloci manine riusciranno ad acchiappare da terra. In questa operazione i bambini possono venire aiutati dagli adulti, o dalle loro tate (che spesso si eccitano più di loro ), e dal papà o dalla mamma di turno che quando capisce che alla povera piñata è stato inferto il colpo mortale, muove su e giù la corda per scuoterla e produrre una cascata di caramelle che farà la gioia di tutti i dentisti del globo.

La scelta della piñata

Foto ©JeanClauzet

Chi non ha vissuto in America Latina non può neanche lontanamente immaginare che cosa precede la festa di compleanno e la scelta della piñata. In Honduras, il paese in cui io l’ho scoperta, esistono tantissimi negozi che vendono piñatas preconfezionate. Normalmente la loro produzione va di pari passo con la moda infantile del momento. Dato che ormai i miei figli sono grandi, non sono al corrente di quali pupazzi vengano più rappresentati nel mondo delle piñata al momento. Alla mia epoca Picachu era il re. Ogni bimbo o bimba può però scegliere la sua piñata a seconda dei suoi gusti. Non tutti vogliono un personaggio dei cartoni animati o un eroe delle loro storie. Alcuni preferiscono un animale generico o qualcosa di più generale come una caramella gigante o un’enorme torta di compleanno.

La scelta e l’organizzazione del rituale non sono uno scherzo e vi consiglio di cominciare a lavorarci con congruo anticipo rispetto alla data della festa. Il processo di selezione dell’amato personaggio può infatti prendere tempo, e precipitare il vostro bimbo o bimba in un tunnel d’indecisione e ripensamenti.

Una volta deciso il personaggio si procede con la prenotazione della piñata. Se siete fortunate il negozio prescelto avrà già un personaggio del genere confezionato. Se invece i vostri angeli hanno la fantasia molto accesa e si fissano su qualche personaggio o oggetto poco conosciuto, allora dovrete fornire una fotografia dettagliata alla persona che si incaricherà di riprodurlo. A me per fortuna è sempre andata bene. Oltre al suddetto Picachu i miei figli si sono sempre accontentati di personaggi molto comuni, come ad esempio questo bellissimo R2D2:

Foto ©ClaudiaLandini

Riempire la piñata

Se decidete di usare la piñata (e non avrete altra scelta se vivete in America Latina con dei bimbi/e piccoli), inutile che vi agitiate per la quantità di zuccheri che i vostri bambini/e ingurgiteranno dopo l’amato rituale. Del resto, la piñata a non è certo l’unica occasione in cui caramelle e cioccolatini troneggiano nelle feste. La celebrazione di qualsiasi compleanno prevede il congedare i propri invitati con un abbondante birthday bag, spesso accompagnata da pezzi di torta non mangiati durante la festa e altre diavolerie.

Vi consiglio di lasciare da parte le vostre preoccupazioni per la salute dei vostri bambini/e, e di abbandonarvi all’idea della gioia che questi proveranno nel momento in cui la cascata di caramelle invaderà le loro teste.

Foto ©JeanClauzet

La piñata per gli adulti

Oserei quasi dire che il mondo delle piñatas per gli adulti è molto più variegato che quello dei bambini. Se riuscite infatti a trovare qualcuno di bravo nel confezionare l’oggetto, potete davvero sbizzarrirvi. Ad esempio, se organizzate una festa a sorpresa per il vostro amato che vorrebbe tanto una macchina sportiva per il suo compleanno, potete sempre confezionargli una piñata che rappresenta una Porsche rossa e buttarla così sul ridere. Alla festa di compleanno che ho festeggiato insieme a due care amiche non abbiamo avuto altre idee che spiritosamente farci confezionare un bel fusto in costume da bagno – un po’ trash sicuramente, ma ci ha fatto divertire. Ho sempre trovato intrigante osservare la ciurma degli adulti che si lascia andare al pestaggio della pignatta, esattamente con la stessa eccitazione e la stessa foga di un gruppo di bambini.

Farsi la propria piñata

Foto @JeanClauzet

Quando lasciate l’America Latina ma portate dentro di voi il desiderio irrefrenabile di festeggiare i compleanni con una bella piñata, dovrete organizzarvi in qualche modo. Non è difficile trovare in tanti paesi al mondo dei confezionatori di piñata. Se proprio però non dovreste trovarne, potete sempre ricorrere a confezionarvela da voi. Un’attività, questa, che con i vostri bambini sarà divertente e super creativa. Mi sono accorta con somma gioia che sul vecchio Expatclic abbiamo un articolo scritto da un allora redattrice francese che spiega minuziosamente come confezionare da sè la propria piñata. Ho quindi tradotto l’articolo per voi e ve lo presento qui. Cliccateci sopra e buon divertimento. Anzi, ora che ci penso, ho tutto il tempo per imparare a confezionare una bella piñata a forma di torta per i 17 anni di Expatclic, che festeggeremo questo ottobre. Perché ad ottobre potremo di nuovo festeggiare tutte insieme, vero?

 

Claudia Landini (Claudiaexpat)
Toscana
Marzo 2021

 

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Flavia
Flavia
8 mesi fa

In Liguria si chiama “pentolaccia” e quando ero bambina era un appuntamento fisso del periodo di carnevale. Uno o piu’ bambini bendati, con l’aiuto di un bastone, cercano di colpire la “pentola” e tutti si assiepano intorno, in attesa del momento in cui i dolci inizieranno a cadere per terra. Che ricordi…