Home > Vita d'Expat > Lavoro > Un’insegnante di matematica online: la storia di Laura tra Svezia e Tailandia

Quante volte avete desiderato che i vostri figli e figlie fossero seguiti in matematica ma non trovavate il giusto tutor nel vostro paese d’accoglienza?

 

Oggi il problema è risolto perchè grazie alla sua esperienza d’espatrio, Laura Fascella è diventata tutor di matematica online. Eccovi la sua interessantissima storia!

Laura è una donna italiana che come molte di noi ha espatriato per il lavoro del marito. Insegnante di matematica, madre di due figli, quando è arrivata la proposta del trasferimento in Svezia ha accettato di buon grado, curiosa per la nuova avventura.

All’inizio c’è stato, naturalmente, tanto di nuovo a cui abituarsi, e da scoprire. Da subito è stato chiaro che la conoscenza scolastica (all’italiana) dell’inglese era la più grossa difficoltà in fase di adattamento, sia per lei che per i suoi figli. Mentre loro, però, immersi nell’ambiente scolastico internazionale, hanno rapidamente acquisito fluidità, per Laura il processo è stato più impegnativo. Imparare bene l’inglese è diventata la sua priorità, e ha messo tutte le altre in stand-by.

Quando si è sentita sufficientemente sicura di sé, ha contattato il preside della scuola internazionale di Stoccolma e si è proposta come supporto alle classi di matematica. Una proposta interessante perché – come Laura mi spiega durante l’intervista – la matematica è una materia che viene insegnata a diversi livelli nel curriculum IB, e non è sempre scontato trovare insegnanti alla giusta altezza. Dopo qualche iniziale collaborazione free-lance, la scuola le propone un contratto a tempo indeterminato. Una grande soddisfazione per Laura, che veniva da una realtà italiana fatta di supplenze, incertezze e stress a livello lavorativo. Peccato che questo contratto abbia potuto goderselo solo per sei mesi, fino a quando cioè è arrivato un cambio di destinazione per suo marito, direzione Bangkok, Tailandia.

Una delusione per Laura, che però ne sentirà appieno gli effetti solo qualche tempo dopo il trasferimento asiatico. Arrivata a Bangkok, infatti, ricomincia il carosello: ambientamento, nuove scoperte, adattamento a una realtà a lei totalmente sconosciuta.

Passato il primo periodo cuscinetto in cui ci si assicura che tutti i membri della famiglia si sentano bene nel nuovo paese, Laura comincia a riflettere sul suo lavoro. A Bangkok c’è una scuola internazionale molto importante, e sicuramente ci sarebbe posto per un’insegnante come lei. Fatti due calcoli, però, si rende rapidamente conto che il tempo necessario a percorrere tutta la trafila richiesta per avere un contratto fisso, la potrebbe portare di nuovo alla fine del contratto di suo marito!

L’incertezza legata alla data di scadenza del contratto di suo marito le pesa molto. Laura sta ancora assorbendo la delusione di aver dovuto lasciare il suo lavoro in Svezia, e non vuole ripetere l’esperienza. Quindi decide: farà l’expat! Si dedicherà a se stessa, a scoprire, a socializzare, e a fare tutte quelle cose che quando lavoriamo a tempo pieno non ci possiamo permettere. E a Bangkok non mancano certo opportunità di scoperte e incontri.

Una parte del suo tempo è però assorbita dal seguire alcuni studenti a cui insegnava in Svezia, e che non hanno voluto rinunciare a lei. Laura si è organizzata perfettamente: usa Skype e un’iPad collegato a un software che permette di condividere una lavagna luminosa, e la lezione a distanza si svolge esattamente come se ci si trovasse uno di fronte all’altro fisicamente. Inoltre, man mano che approfondisce la conoscenza dell’ambiente, si rende conto che la richiesta di tutor in matematica è altissima: la mentalità competitiva delle società asiatiche spinge i genitori a richiedere sempre più dai figli, e spesso vengono ingaggiati dei tutor che affiancano i normali programmi per far raggiungere loro un livello sempre più alto. Laura comincia dunque a seguire qualche studente anche in loco, e quando arriva il momento di rientrare in Italia, propone di continuare online. Fa delle prove prima di partire, e dal momento che gli studenti si trovano molto bene, decide di “portarli con sé” come ha fatto con quelli di Stoccolma.

Non c’è da stupirsi che gli studenti si trovino bene con questa modalità, sono ragazzi abituati alle nuove tecnologie e a far tutto attraverso uno schermo. Laura rientra dunque in Italia con un bel lavoro in valigia – un lavoro che può fare ovunque si trovi, basta avere una buona connessione! Tra l’altro, tra Svezia e Tailandia, il passa parola le ha aumentato il numero di studenti, e quindi ora si trova spesso impegnata a fare calcoli di fuso orario per poter riservare un posto in agenda ai suoi studenti sparsi tra il nord Europa e l’Asia.

L’unico problema che Laura si è trovata a dover affrontare è stato l’iniziale scetticismo di alcune madri, che non riuscivano a capire come una lezione attraverso il computer avrebbe aiutato i loro figli. In realtà il tutto si svolge esattamente come se insegnante e alunno si trovassero nella stessa classe, con il vantaggio che Laura, con la sua formazione italiana e l’esperienza accumulata nella scuola internazionale, è in grado di offrire un’assistenza a 360° e si sposta tra metodo italiano e metodo anglosassone a seconda delle esigenze dello studente. Spesso queste includono il bisogno di ottenere ottimi risultati nell’IB HL math, cioè il livello di matematica più alto del programma IB che viene richiesto da alcune facoltà universitarie, soprattutto da facoltà come ingegneria ed economia; risultati che, per essere raggiunti, richiedono un grosso sforzo. A volte infatti, con i frequenti cambi di paesi e di scuole internazionali, gli studenti possono presentare alcune lacune oppure vogliono solidificare le basi ed approfondire i programmi prima di affrontare la difficoltà del diploma IB, e quindi preferiscono essere seguiti in parallelo al loro percorso scolastico.

In questo momento Laura si trova in Italia in attesa che si definisca il futuro lavorativo di suo marito. Una cosa è certa: le esperienze estere hanno entusiasmato tutta la famiglia, e l’intenzione è quella di rifar presto le valigie. E naturalmente Laura ci infilerà il suo splendido nuovo lavoro portatile!

 

Claudia Landini (Claudiaexpat)
Intervista raccolta online
Maggio 2018
Foto principale ©Laura Fascella

 

 

 

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