Home > Vita d'Expat > Lavoro > Nomade si nasce o si diventa? Un racconto da Malta
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Ringraziamo di cuore Grazia, giovane nomade italiana, che da Malta, dove si trova attualmente, ci manda questa bellissima riflessione sulla sua vita da expat.

 

Mi chiamo Grazia, ho quasi 29 anni e sono di origini pugliesi.

Sono nomade da quando ho compiuto 18 anni, nel senso che da allora mi sono sempre trasferita in solitaria per motivi di studio o lavoro di volta in volta.

nomadeRivoluzionaria per eccellenza fin dall’adolescenza, creativa, passionale, energica ma, soprattutto, ribelle e con tanta voglia di cambiare il mondo.

Dopo aver svolto diversi lavori a breve termine, tra cui agente di viaggio, insegnante di lingue, guida turistica, tecnico informatico, ho deciso di dare una svolta alla mia carriera e aprire partita IVA all’estero come traduttrice.

Ho messo in valigia tutto il coraggio, le aspettative e le speranze per partire e realizzare il mio sogno: essere imprenditrice di me stessa nel mondo digitale e andare a vivere da sola.

Ho seguito l’istinto e mi sono basata su alcune valutazioni di fattibilità economica del mio progetto di vita per poi scegliere Malta come meta e nuova casa.

Nomadi digitali si nasce o si diventa? Nel mio caso, si diventa. Ora che sono a Malta, so che non c’è altro posto in cui abbia vissuto che non mi faccia svegliare sempre col sorriso. Qualcosa di molto simile alla perfezione per me.

nomadeAbito nella splendida capitale, La Valletta, e le cose da fare sono talmente tante che neanche mi accorgo di essere su un’isola.

Ancora mi perdo tra i vicoli stretti della cittadina e mi incanto ad osservare tutte quelle scalette naturali di sabbia o roccia che si aprono verso il mare.

La mattina mi capita di svegliarmi con il suono della campana della chiesa di fronte a casa o del clacson del camioncino delle bombole a gas. È qualcosa che non mi disturba affatto, ma che anzi mi fa sentire a casa e mi ricorda che un nuovo giorno è iniziato. Un giorno nuovo in cui potrò creare qualcosa in più, imparare lavorando e coccolarmi con le mie abitudini.

Ogni dettaglio del mio piccolo monolocale mi ricorda tutto ciò che sono riuscita a realizzare.

Svegliarsi con la soddisfazione negli occhi e nel cuore è una sensazione stupenda, per certi versi simile a quella di sentirsi amati.

E la cosa più bella, spesso sottovalutata: la sensazione di libertà. Libertà di gestire i miei orari, di restare a casa a guardare un film quando piove, di ballare e tirare fuori tutta l’energia che ho dentro, di fantasticare, di ascoltare musica mentre faccio le pulizie, di imparare un nuovo sport che mai avrei pensato  di poter fare prima, di prendere il traghetto in un comune martedì per scoprire nuovi angoli e scorci di mare, di non dare giustificazioni della mia vita e decidere con chi condividere le mie gioie e i miei dolori, di essere un’altra persona ogni volta che parlo un’altra lingua, di esprimere la mia creatività in tutto e per tutto.

 

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Questa è per me Malta: un posto che mi ha aperto il cuore, con i suoi pro e i suoi contro, ma che sempre mi spinge a dare il massimo. Che mi ha riportato alla mente tanti ricordi, che mi fa crescere ogni giorno e innamorare sempre di ogni particolarità. Che mi ha fatto capire che ho ancora tanto da dare e tanto da ricevere. Che mi ha fatto quasi toccare il fondo per poi darmi l’energia per ripartire più forte di prima. Il mio piccolo posticino nel mondo.

Come disse Steve Jobs agli studenti di Stanford: “non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa”.

Malta è per me il posto in cui si sono uniti tutti i puntini, il punto di arrivo di tutto quello che ho imparato e sperimentato in passato e delle esperienze all’estero precedenti.

Quando mi fermo ad osservare le onde del mare sotto casa è come se riuscissi a guardami dall’esterno e mi sembra di essere dentro una cartolina. È qualcosa che mi fa capire che sono nel posto giusto, al momento giusto.

Come nomade, non ho un posto che posso definire in assoluto “casa mia”. Non sento di avere radici solide in nessuno dei vari posti in cui ho vissuto da expat, ma so perfettamente che anche a Valletta lascerò un pezzo di cuore. Perché dovrò lasciare la casa e trasferirmi in un’altra zona sempre della mia amata Malta.

Questa è la vera vita da nomade: godersi ogni singolo posto e momento sapendo che forse non si ripeterà; essere consapevoli che il “per sempre” non esiste e restare concentrati sul momento presente. È per questo che sono felice e so che ricordare questo momento mi riempirà il cuore anche quando sarà ormai soltanto un ricordo.

 

Grazia Prigionieri
La Valletta, Malta
Marzo 2019
Foto ©GraziaPrigionieri
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