Home > Arte e Cultura > Viaggi > All’aeroporto di Aldergrove, Irlanda del Nord

Ringraziamo Paola, amica di lunga data di Expatclic, per questo articolo divertente, leggero…

 

Stiamo andando a prendere un volo per Edimburgo, Scozia, la seconda parte delle nostre vacanze. All’improvviso le prossime quattro settimane da amici e parenti e con le valigie sempre aperte si stendono davanti a me come un incubo inevitabile e ricorrente. Mentre entriamo nella macchina a noleggio, scoppio a piangere. “Non sopporto le vacanze. Non sopporto i traslochi. Lasciami qui e vai”.

Riesco a ricompormi e respiro profondamente per tutta la strada fino all’aeroporto, dove riconsegnamo la macchina e facciamo il check-in. Non ho idea di quando partirà il nostro volo, ma è come se avessimo un sacco di tempo davanti a noi. Guardo vagamente sul tabellone “Partenze” ma non leggo niente. Sono stressata, mi sento colpevole di sentirmi stressata, e ancora più colpevole perchè mi sento colpevole. Ho bisogno di staccare. Vedo una farmacia Boots. Ok, faro un po’ di shopping.

Dove ti ritrovo?” chiedo a mio marito.

Sull’aereo,” mi risponde.

Mi muovo in automatico, e le gambe mi portano alla sezione creme depilatorie della farmacia Boost. Ottima idea. Mi depilo le gambe. E’ terapeutico. Compro una confezione di cera depilatoria e vado alle toilettes. Apro il pacchetto, mi tolgo calze e scarpe, arrotolo i jeans, appoggio il piede sul bordo del lavandino e comincio a depilarmi. La cera, il suono dello strappo, i peli scuri sulla striscia, le zone depilate sulla gamba, mi piace tutto. Mi sento bene.

Entra una donna, va in una toilette. Esce dopo un paio di minuti e se ne va, sembra non notarmi. Poi un’altra. Stessa routine. Non ho mai visto nessuno depilarsi in un bagno pubblico: perchè non sono curiose?

Ogni tanto c’è un annuncio all’altoparlante, sempre per voli a Glasgow. Continuo a depilarmi. Gli annunci variano da “Questa è una chiamata per il volo…” a “Ultima chiamata per il volo…” a “Ultima chiamata per il passeggero Hamish McGowan sul volo per Glasgow….” Finisco una gamba, e mentre tolgo la cera superflua con una fazzolettino emoliente, sono positivamente impressionata: pensavo che tutti gli aeroporti avessero smesso di fare gli annunci per le partenze, per responsabilizzare i passeggeri, ma Aldergrove ti aiuta ancora a prendere l’aereo.

Una donna alta con capelli biondi tagliati corti entra, va in una toilette, esce, e mentre si lava le mani mi chiede: “Fa male?”. Non “perchè non ti sei depilata prima?” o “perchè non aspetti di arrivare a destinazione?”.

No, per niente – anzi, è terapeutico”, rispondo, tirando un’altra striscia. E’ vero. Mi sento calma. E piena di rimorsi per il mio brutto atteggiamento di prima. Spiegherò a mio marito che era solo un sintomo dei miei sbalzi d’umore post-menopausa, e che adesso che ho le gambe lisce mi sento molto meglio.

Finisco la seconda gamba, tolgo i pezzettini di cera che restano, sistemo i jeans, e comincio a truccarmi. Cedo anche su questo. Ho bisogno di coccolarmi un po’. Mi guardo i capelli allo specchio – belli striati – dev’essere stato il sole di ieri sull’henné. Mi piace. Dai, mi diverto!

L’altoparlanto. Sobbalzo. “Questa è l’ultima chiamata per il passeggero Paola Fornari sul volo Easyjet 487 a Edimburgo. Per favore, proceda immediatamente al Gate 14, il boarding è completo e l’aereo in partenza

“Completo?” Cosa vuol dire? Un attimo! E la prima chiamata, e la seconda e tutte le altre prima del boarding? Mi guardo intorno. Calze e scarpe sul pavimento, strisce di cera nel lavandino, salviettine, mascara, spazzola…sicuramente il gate 14 è a uno o due chilometri di distanza…oh no, eccoci…

 

Paola
Dhaka, Bangladesh
Giugno 2013