Home > Europa > Francia > La mia vita in Provenza, l’esperienza di Naoko

Naoko è giapponese e vive in Provenza. In questo articolo ci racconta le sue impressioni nel suo paese d’accoglienza. Grazie per la tua partecipazione, Naoko, e goditi il tuo espatrio!

Siamo atterrati nella nostra nuova vita in Provenza nell’estate del 2006, con un misto di ansia e di eccitazione, dato che abbiamo tre bambini piccoli (1, 5 e 8 anni) e nessuno di noi capiva il francese.

Io e mio marito avevamo già vissuto in Europa (Inghilterra e Austria), ma prima che nascessero i bambini, quindi le cose erano molto più semplici.

I nostri tre bambini non capivano che andare a vivere in Francia per cinque anni non era proprio lo stesso che andarci in vacanza. Erano semplicemente eccitati dal fatto di prendere l’aereo per la prima volta nella loro vita e dal “visitare” la casa a due piani (non un appartamentino come il nostro di Tokyo!) che il loro padre aveva affittato nella campagna in Provenza.

vita in provenza
Anche mio marito era felice di portare finalmente la famiglia con sè in Provenza.

Io ero l’unica a sentirsi molto nervosa. Il nostro bimbo più piccolo aveva avuto un brutto attacco di convulsioni ed era stato in ospedale qualche mese prima. Cosa avremmo fatto di fronte a un’altra crisi, magari in aereo, o in un paesino dove non riuscivamo a comunicare???

E’ per questa ragione che esitavo all’idea di accompagnare mio marito, negli ultimi cinque mesi. Se fossi rimasta a Tokyo coi bambini, avrei avuto abbastanza aiuto dai nonni e gli ospedali sono vicini. Ma i bambini sentivano terribilmente la mancanza del padre e spesso piangevano di notte. Alla fine mi sono decisa a seguirlo, dato che penso che il periodo in cui i figli hanno disperatamente bisogno dei genitori non dura molto a lungo.

Grazie a mio marito, siamo arrivati in una casa già arredata, ben equipaggiata e con un frigorifero ben riempito. L’unico inconveniente è che io ho bisogno di una macchina (o di un cavallo?) per andare a comprare il pane o il latte, dato che la casa si trova in mezzo al bosco, senza trasporto pubblico per arrivare al più vicino negozio di alimentari. Per un mese abbiamo avuto una sola macchina, che mio marito usava per andare a lavorare, e ci sentivamo quindi prigionieri nel bosco. Per la nostra famiglia vivere in campagna è stato un grande cambiamento. Ma ben presto i bambini hanno cominciato ad amare questo posto isolato, dato che hanno un sacco di spazio per andare in bicicletta o per fare capanne e nascondigli.

vita in provenzaAll’inizio dell’autunno, quando i bambini hanno cominciato la scuola e io restavo a casa sola col più piccolo, il solo suono che sentivo era quello delle foglie che si muovevano nel vento e delle pigne che cadevano a terra. Quest’area è talmente tranquilla che mi aiuta a calmare lo stress. E’ a circa 10 chilometri dalla scuola e dai supermarket, quindi ogni giorno guido per 40/50 chilometri. Mi sembra un peccato per l’ambiente che i mezzi pubblici in Francia siano così mal organizzati, e che la gente debba guidare la macchina, alla VELOCITA’ FRANCESE. Sono profondamente convinta del fatto che per molti francesi la guida sia uno sport, e quindi amano guidare più veloce che possono, e superare le auto che invece vanno alla velocità giusta. Quindi camminare, far jogging o andare in bicicletta sulla strada è quasi un’azione suicida. Io tento sempre di andare in un grosso parco, a mezz’ora da casa mia, per far jogging regolarmente.

Prima di cominciare la nostra nuova vita in Provenza, abbiamo letto molte guide sul paese, e pensavamo dunque di conoscere abbastanza bene questa società. Ma su certe cose nessuna guida ci ha informati: i negozi chiudono per pranzo da 2 a 3 ore, e anche di domenica e di lunedì. L’orario di chiusura è quando i negozi mettono l’allarme e i commessi vanno a casa, quindi i clienti vengono lasciati entrare per l’ultima volta mezz’ora prima della chiusura.

C’erano molte cose che mi hanno colpita: in Provenza la gente è molto rilassata, informale e amichevole. Ma quando si tratta di mantenere le promesse, spesso trovano molte scuse per non portare a termine ciò in cui si erano impegnati. Idraulici, giardinieri o elettricisti non arrivano mai nel giorno o all’ora promessa. La France Telecom dà delle informazioni che non hanno niente a che vedere con la realtà. Le merci ordinate non arrivano mai nel giorno previsto. Nessuno sembra sentirsi responsabile per il ritardo o le informazioni sbagliate fornite ai clienti. Mi ci è voluto molto tempo prima di capire che dovevo sempre controllare due o tre volte se volevo essere certa delle informazioni che mi venivano fornite.

Adesso siamo al secondo anno della nostra vita in Provenza, che è diventata gradualmente più facile e bella; sembra che sia già passato un sacco di tempo da quando i nostri figli piangevano tutte le mattine e dopo la scuola, dato che non capivano una parola di francese e non riuscivano a giocare con altri bambini, non capivano quello che i maestri chiedevano loro. Tra lezioni private di francese dopo la scuola e durante le vacanze hanno fatto molti progressi nella lingua. Adesso parlano francese correntemente con accento provenzale! Dall’inverno scorso prendono lezioni di musica (chitarra e flauto) e sono membri di un club locale di scacchi e di un club sciistico. Sono anche andati a dei campeggi estivi organizzati dal comune. Tutte queste attività si sono naturalmente rese disponibili quando hanno imparato bene la lingua.

Quando il mio più piccolo ha cominciato ad andare a un asilo nido lo scorso settembre, io mi sono messa a prendere lezioni di francese e di violino. Ero completamente a digiuno di entrambi ma mi piace sempre far qualcosa di nuovo. Faccio anche un interscambio di lezioni inglese/giapponese con un’amica. Quando vivevo in Austria senza bambini, spendevo il mio tempo libero e le mie energie nell’imparare il tedesco e andando all’opera e ai concerti. Senza bambini non avevo problemi di istruzione, nessun bisogno di un dottore.

Ora, coi bambini, ho solo due ore di solitudine al mattino e altre due in pomeriggio. Alla scuola francese i bambini tornano a casa per pranzo. Con così poco tempo libero, devo fare i miei compiti di francese e di inglese, prepararmi per le lezioni di giapponese, esercitarmi al violino e naturalmente ci sono gli infiniti compiti domestici a tenermi occupata.

Quando i bambini tornano alle 16.30, comincia la mia vera “ora di punta”: hanno bisogno d’aiuto con i compiti, in francese e con la musica, e devono essere seguiti quando studiano giapponese sui libri. Quando finiscono i compiti, fanno il bagno con i sali giapponesi (Onsen no moto) e hanno una cena giapponese. Risparmierei tempo cucinando all’europea, ma i bambini vogliono mangiare giapponese e non ci sono ristoranti giapponesi nelle vicinanze, quindi non ho altra scelta… Ma durante i fine settimana ci godiamo la cucina francese. Il nostro consumo di formaggi e di vino sta gradualmente aumentando, e allo stesso modo aumenta il nostro peso!

Non è semplice insegnare ai bambini il giapponese a casa, come faccio io, dato che hanno bisogno di molto tempo anche per i compiti di scuola. Ma sapendo che nel prossimo futuro dovremo tornare a casa, devono mantenere bene anche la loro istruzione in giapponese. Soprattutto adesso che tendono a parlare in francese tra loro, devo chiedergli sempre di parlare giapponese a casa e francese a scuola, per evitare il rischio che diventino semi-linguistici.

Quinson, Gorges du Verdon, Provence, France

E’ difficile dire da quanto, ma abbiamo cominciato tutti a sentirci molto a casa in Francia.

Abbiamo visto e sperimentato sia aspetti positivi che negativi di questa società. In Giappone i servizi sono sempre perfetti, i bagni pubblici puliti, e in generale la gente è responsabile di quello che dice.

Qua in Francia la gente ha un atteggiamento molto positivo; vedono il lato bello delle cose, si rendono conto dei loro successi, piuttosto che criticare il fatto che non sono riusciti a raggiungere qualcosa. Non bisogna essere perfetti, si può essere se stessi, senza necessità di paragonarsi ad altri, semplicemente mostrando rispetto a chi ha capacità differenti. Alcuni dicono che la gente in Provenza è gentile ma superficiale. Ma è meglio così che essere scortesi. Qui la gente è rilassata ma ha anche pazienza, e si prende il tempo per ascoltare gli stranieri che lottano per dire qualcosa nel loro povero francese, e tenta di capirli.

I bambini vengono invitati spesso alle feste di compleanno dei loro compagni di scuola, e i genitori vengono invitati per un aperitivo. Mi piace anche invitare le mamme della scuola per un caffè di pomeriggio, o gli amici e i vicini a una cena giapponese. In questo modo ci siamo fatti molti amici e ci sentiamo sempre benvenuti in questo paese.

Solo fino a 18 mesi fa non mi sarei immaginata che potessimo vivere felicemente in Provenza, ma adesso mi riesce difficile pensare che ci riadatteremo alle nostre vite allo stile giapponese; il padre che lavora fino a mezzanotte e che non vede mai i bambini quando sono svegli, i bambini che passano la maggior parte del loro tempo a scuola e alla scuola “Juku” (scuola supplementare), senza molto tempo libero per altre attività. Dobbiamo trarre il più possibile dal nostro soggiorno in Francia, soprattutto per quanto riguarda il tempo in famiglia con i nostri bambini piccoli.

Naoko
Provenza, Francia
Febbraio 2008

Tradotto dall’inglese da Claudiaexpat

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