Una passeggiata letteraria con alcune delle più importanti scrittrici arabo-musulmane contemporanee, dalla Turchia al Marocco, dall'Iran all'Afghanistan, dal Pakistan al Bangladesh e non solo... a cura di Claudiaexpat e Silviaexpat
Il mondo arabo musulmano è da secoli un mondo ricco di poesia, di letteratura, di scienza e di spiritualità. Da qualche decennio sono molte le artiste dei paesi del Maghreb (Marocco, Tunisia, Algeria) o del Mashreq (Siria, Libano, Giordania, Egitto) così come dei paesi musulmani non arabi e più ad oriente (come Turchia, Iran, Pakistan, Afghanistan, Bangladesh) che sono riuscite a far sentire la loro voce - scritta, cantata, dipinta, fotografata - un po' ovunque nel mondo. Questo nuovo incontro - e soprattutto quello letterario - è così riuscito a squarciare quel velo che a lungo non solo ha separato noi da loro ma ha anche permesso che si creassero malintesi, fantasie e leggende molto spesso mero frutto di fantasia e timore o anche più semplicemente di ignoranza e paura dell'ignoto.
Una cosa che ci sentiamo di aggiungere è che non sempre - o non soltanto - queste scrittrici fanno riferimento al loro mondo islamico. Molte di loro, vanno, giustamente, oltre quel mondo per raccontarci un universo femminile che è racchiuso nella simbologia islamica ma che ha poi anche altre valenze e altre necessità. Insomma, la letteratura al femminile dei nuovi paesi arabi e islamici non si riduce solo ad una sorta di narrazione dell'“Islam al femminile”, bensì - esattamente come accade con la letteratura 'femminile' europea, americana, africana ecc - si produce in una letteratura varia e 'colorata' in cui allo spazio dell'Harem si oppone lo spazio della grandi metropoli (Londra, New York, Parigi...) e dove all'ambiguità dei rapporti interpersonali all'interno della famiglia e del clan, si oppone poi la possibilità di mondi sociali diversi e culturalmente più intriganti.
In questa breve antologia abbiamo deciso di dividere le scrittrici arabo-musulmane da quelle musulmane dell'Asia, non fosse che per ragioni di comunanza geografica, storica e culturale che le accomuna e che le fa dunque nascere e sviluppare all'interno di diversi insiemi riconosciuti (quello arabo così come quello dell'islam asiatico, o quello turco o quello iraniano) se non altro per le ragioni storiche e appunto culturali che li sottendono.
L'antologia che vi proponiamo non è evidentemente esaustiva! Abbiamo solo scelto di presentare alcune delle scrittrici più note e/o rappresentative del mondo arabo-islamico così come di alcune giovani autrici di cui speriamo presto si parlerà di più e di cui speriamo di poter leggere un giorno tradotte tutte le loro opere.
Buona lettura e... buon viaggio! Algeria
| Assia Djebar (pseudonimo di Fatima-Zohra Imalayen) è considerata una delle maggiori scrittrici e registe del Maghreb. Algerina, nata nel 1936 a Cherchell, cittadina costiera vicino ad Algeri, è stata la prima scrittrice maghrebina ammessa all'Académie Française nel 2005. Ha pubblicato il suo primo romanzo, La Soif, nel 1957, e da allora ha spaziato tra letteratura e cinema, con una produzione sempre centrata sulla condizione femminile nell'Islam, sull'emancipazione e l'identità. Tra i suoi romanzi più famosi in Italia, e sicuramente imperdibili per chi vuole avvicinarsi alla letteratura maghrebina femminile, "Donne d'Algeri nei loro Appartamenti" e "Lontano da Medina. Figlie di Ismaele". Il primo, è un mosaico di storie di donne algerine che vanno dalla fine dell'ottocento agli anni sessanta del novecento. Con il suo stile unico la scrittrice ci apre le porte su un universo femminile fatto di sussurri, passioni, segreti, amori, risate e dolori. Pur pieno di emozioni, il romanzo non perde di vista l'analisi della complessa realtà delle donne nell'Islam. Il più politico "Lontano da Medina. Figlie d'Ismaele" mette le donne al centro della vicenda che parte nel momento della morte di Maometto a Medina e si snoda sull'organizzazione del potere temporale e religioso dell'Islam. Entrambi editi da Giunti. |  | Malika Mokeddem: discendente da una famiglia di nomadi del Sahara, Malika Mokeddem ha lasciato l'Algeria nel 1970 per dedicarsi ai suoi studi di medicina a Montpellier. Nefrologa, Malika si è dedicata principalmente alla scrittura dopo il grande successo ottenuto con il suo primo romanzo, "Siècle des sauterelles". In Italia è nota soprattutto per i suoi due romanzi "Gente in cammino" e "Storia di sogni ed assassini", entrambi editi da Giunti. Ho un ricordo molto intenso del mio coinvolgimento nel leggere "Gente in cammino". Questo romanzo autobiografico è la storia di una ragazzina che sogna di diventare medico e affronta la mentalità del villaggio in cui è nata e la cultura patriarcale della famiglia. Sullo sfondo della resistenza algerina contro la dominazione francese si snoda la battaglia personale di Leyla, che pur ad alto prezzo riuscirà a realizzare il suo sogno. |
Marocco  | Fatima Mernissi: di Fatima Mernissi, grandissima scrittice marocchina, Expatclic ha scritto estensivamente in un articolo presentato dall'allora Donatellaexpat, e che resta di grande attualità. Vi invitiamo a leggerlo per avvicinarvi alla figura di questa incredibile artista, autrice di romanzi e saggi, ma anche attenta studiosa della realtà dell'Islam. I suoi libri più famosi includono "Le donne del profeta", "La terrazza proibita" e l'interessantissimo "L'Harem e l'occidente", un'analisi vivace e umoristica della visione occidentale (soprattutto maschile) dell'Harem. |
Egitto  | Nawal Al Saadawi: è una prolifica e attivissima scrittrice, saggista, medico, femminista e fiera oppositrice del governo egiziano. La sua lotta le è costata carcere, minacce, veti ai suoi libri ed esilio. La sua produzione è tanta e tale che sarebbe impossibile riassumerla qui. Vi invitiamo a visitare il suo sito web, http://www.nawalsaadawi.net/, che contiene una lista completa delle sue opere. La sua opera più nota in Italia è "Firdaus, storia di una donna egiziana" (Giunti). E' la storia vera di una donna egiziana condannata a morte che Nawal ha raccolto in carcere prima dell'esecuzione. E' il ritratto onesto e spietato di una donna spinta alla prostituzione e in ultimo all'assassinio per difendere il suo diritto alla vita e la sua libertà in un mondo dominato dalle regole sociali e religiose maschili.
|  | Latifa al-Zayyat è nata a Damietta nel 1923. Figura mitica del movimento studentesco e della lotta politica nell'Egitto degli anni '40, Latifa verrà imprigionata due volte. La sua autobiografia "Carte private di una femminista", riporta molti momenti della sua vita in carcere (le perquisizioni, le guardie, ma anche la solidarietà e l'unione tra detenute) ma non solo. Latifa infatti divorzia dal suo primo marito e si risposa con un uomo col quale si vuole realizzare, e ci racconta questo processo con estrema onestà. Latifa è morta nel 1996. |
Libano
| Abla Farhoud è nata in Libano nel 1952 ed è emigrata in Canada da bambina con la sua famiglia. Ha lavorato come attrice in Québec, in Libano e in Francia prima di dedicarsi completamente alla scrittura di romanzi e sceneggiature nel 1982. "La felicità scivola tra le dita" è il suo primo romanzo e anche se in Italia non ha avuto un successo travolgente, merita sicuramente di essere letto. E' la storia di una donna libanese emigrata in Canada da giovanissima, del suo isolamento dal contesto sociale e culturale in terra straniera, dalla sua totale dipendenza dalle figure maschili della sua famiglia, e, in ultimo, della sua amarezza per non essere mai riuscita a bloccare quella felicità che è le è sempre "scivolata tra le dita". |  | Hanan al-Shaykh è nata a Beirut, ha studiato al Cairo, ha vissuto in Arabia Saudita e attualmente vive a Londra. La sua vasta produzione ha come temi principali il ruolo delle donne nella società, il rapporto tra i sessi, il matrimonio. Tra i suoi romanzi ho letto Beirut Blues, un romanzo epistolare, costruito su dieci lettere scritte durante la guerra civile in Libano da Asmahan, una donna musulmana, che parla a persone e luoghi. Sono lettere che riflettono la disperazione di un popolo ma anche il suo spirito resistente e la sua speranza. |
Palestina
| Sahar Khalifa è una scrittrice palestinese. Vive ad Amman e nei suoi romanzi denuncia la condizione della donna nella società araba contemporanea. E' la fondatrice del "Centro per le donne" a Nablus, Amman e Gaza. Ha pubblicato vari romanzi, tra cui "La Svergognata", "Una Primavera di Fuoco", "Il Girasole" e "Il Fico d'India". Io ho letto "La Svergognata", il ritratto di una donna palestinese che lotta con tutte le sue forze e in tanti sensi per la sua libertà e i suoi diritti, e mi è piaciuto molto per la schiettezza dello stile.
|  | Suad è un nome di fantasia scelto per tutelare l'incolumità di una donna palestinese che ha voluto raccontare la barbara vicenda del delitto d'onore di cui è stata vittima per aver violato il codice di comportamento al quale sono sottoposte le donne nel suo paese, ed essere rimasta incinta fuori dal matrimonio. E' uno di quei libri che sono stati accompagnati da un battage pubblicitario di notevoli proporzioni, ma che merita di esser letto perchè nella sua crudezza riporta una storia reale, che la narratrice riesce a far vivere con incredibile vivezza. Suad, a cui viene appiccato il fuoco da un familiare per lavarla dell'onta dell'aver avuto un rapporto sessuale prima del matrimonio, viene salvata e portata in Svizzera, dove, protetta da una maschera che ne nasconde l'identità, si rifà una vita e trova il coraggio di confrontarsi con quei terribili momenti per denunciarne la brutalità e la violenza. |  | Salwa Salem : "Con il Vento nei capelli", pubblicato in Italia dalla Giunti, è il racconto della scrittrice in cui si intrecciano dolorosamente le vicende storiche e religiose che hanno marcato la storia della sua terra natale. Un racconto impregnato di lacerazione tra tradizione e desiderio di libertà, tra voglia di pace e spinta alla lotta. Un libro sincero e diretto. | | | |
Turchia  | Tekin Latife è nata nel 1957 in un paesino delle zona centrale dell'Anatolia turca. Incompresa dalla famiglia per il suo desiderio di frequentare le scuole e continuare gli studi, Tekin diventa presto attiva nell'attività politica a favore delle donne operaie. In Italia sono stati pubblicati "Cara Spudorata Morte" e "Fiabe dalle Colline dei Rifiuti". |
Iran  | Azar Nafizi, iraniana, ora residente negli Stati Uniti, pur avendo al suo attivo un vasto numero di opere, è famosa in Italia e altrove soprattutto per il suo "Leggere Lolita a Teheran", un racconto autobiografico tratto dall'esperienza della stessa Azar, che dopo essersi licenziata dall'università di Teheran spinta dal ripetuto biasimo e ostruzionismo delle autorità, decide di invitare alcune delle sue alunne a degli incontri a casa sua per discutere di letteratura. E' così che tra un tè e un pasticcino (di cui pare di sentire il profumo) queste donne, liberatesi dal burka, condividono le loro storie e vicende di vita, in un Iran tormentato da opprimenti regole sociali e religiose. Da non perdere!!!! Il sito web di Azar: http://www.azarnafisi.com/ |  | Marsha Mehran: di un libro di Marsha Mehran ci ha parlato Cristinaexpat nella sua recensione di Caffé Babilonia, un dolcissimo romanzo in cui ai sapori e ai profumi delle ricette che la protagonista e le sue sorelle cucinano nel locale che aprono in Irlanda, dove approdano dopo aver lasciato l'Iran ai tempi della rivoluzione khomeinista, si mescolano i ricordi, le malinconie e le contraddizioni tipiche di chi è costretto ad abbandonare la propria terra e a ricrearsi una storia in un ambiente estraneo e in alcuni casi ostile. Narrato con leggerezza e un pizzico di umorismo e buonumore. Il sito web di Marsha: http://www.marshamehran.com/ |
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Pakistan  | Kamila Shamsie è nata in Pakistan, a Karachi, nel 1973. Nel 1999 ha ricevuto il Literary Award pakistano. Vive a Londra. I suoi libri sono stati tradotti e pubblicati in Italia da Ponte alle Grazie: Sale e Zafferano (2000) e Kartografia (2001). Il suo terzo romanzo In the City, by the Sea non è stato ancora pubblicato in italiano. La Shamsie è una voce nuova nel panorama letterario del subcontinente indiano. Le sue sono storie urbane in cui un mondo più glamour e esposto, quello della grande metropoli Karachi, si trova obbligato a incontrarsi e scontrarsi con la tradizione e col passato. Le sue storie raccontano di un mondo magico e immobile che atterrisce e rende anche malinconici, il tutto attraverso uno sguardo attento alle emozioni e ai sentimenti. |  | Tehmina Durrani è famosa per aver denunciato in My feudal Lord, un libro duro e onesto, le violenze cui l'ha sottoposta per anni il marito, con la tacita acquiescenza della sua stessa famiglia e dell'ambiente circostante. Pubblicato in Italia nel 1995 da Mondadori (Schiava di mio Marito) il libro è stato tradotto in oltre 26 lingue. Per Neri Pozza è invece uscito nel 2000Empietà, storia di relazioni coniugali e familiari imposte in un clima piuttosto soffocante come è quello delle realtà povere del Pakistan, dominato dagli uomini e a cui le donne devono per forza soggiacere. |  | Bapsi Sidhwa : La Spartizione del cuore (1999), Il Talento dei Parsi (2000) e La Sposa Pakistana (2002), tutti editi da Neri Pozza, sono i grandi libri di questa meravigliosa scrittrice pakistana che ha davvero una forza narrativa unica nel panorama femminile letterario della regione. La Sidhwa, nata alla fine degli anni '30 a Karachi da una famiglia di parsi, si è data molto da fare in Pakistan nella lotta per la salvaguardia dei diritti delle donne e nel suo impegno nel movimento per la difesa delle donne asiatiche. Vive negli Stati Uniti dove ha insegnato per anni scrittura creativa in varie università. E dove adesso si dedica a tempo pieno alla scrittura. Il suo ultimo romanzo Acqua (Neri Pozza, 2007) è un bellissimo romanzo corale, ambientato nell'India della fine degli anni '30, magico, trasgressivo, potente. |
Bangladesh
| Monica Ali : nata nel 1967 a Dhaka, Bangladesh, da padre bengalese e madre inglese, Monica Ali ha sempre vissuto in Inghilterra. Il suo più famoso romanzo Brick Lane prende il nome da una famosa strada di Londra attorno alla quale vive la più grande comunità bengalese di tutto il Regno Unito. Il romanzo, pubblicato in Italia da Marco Tropea Editore con il titolo di Sette mari e tredici fiumi racconta l'incontro tra una giovane bengalese arrivata a Londra per il matrimonio e l'uomo che diventerà suo marito, mettendo a nudo con ironia - e forse anche un po' di cinismo - le piccolezze mentali dell'uomo medio bengalese, che ha diritto di comando sulla sposa ma che del mondo vero capisce ben poco. Un romanzo molto controverso che ha causato non poche obiezioni da parte della comunità bengalese londinese. Marco Tropea Editore ha pubblicato recentemente il suo secondo romanzo Alentejo blu.
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Afghanistan
| L'Afghanistan è un paese come pochi, distrutto da 30 anni di guerre civili e non solo, invaso dall'Urss nel 1978 e adesso, da anni, dalle forze della Nato nel tentativo di estirpare una cultura guerriera che ha radici nei secoli andati. E' inutile dire che la produzione artistica di questi decenni ha molto sofferto, soprattutto poi quella delle donne che per decenni sono state letteralmente bandite dalla scena, rinchiuse, allontanate, segregate. E allora vi proponiamo un libro unico, una memoria drammatica e struggente, una testimonianza incredibile perchè vera, la storia di Zoya, una bambina, poi adolescente, poi giovane donna che ha conosciuto da molto vicino le fasi più orribili della recente storia afghana; e che a soli 14 anni ha deciso di entrare nella Revolutionary Afghan Women Association (Associazione Rivoluzionaria delle Donne d'Afghanistan) per lottare contro i Mujaheddin prima e i Taliban poi nella lotta per la libertà degli uomini e delle donne afghane. Un libro da non perdere. Zoya, la mia storia - una donna afghana racconta la sua battaglia per la libertà. Scritto da Zoya con John Follain e Rita Cristofari, Sperling & Kupfer, 2002. |
Arabia saudita
| Sasson Jean è uno pseudonimo con cui una principessa saudita per proteggersi, racconta la sua storia e la storia delle donne saudite, chiuse in un mondo isolato e prevaricatore, governato solo ed esclusivamente dagli uomini. La sua condizione di principessa reale le permette alcuni privilegi economici, ma anch'essa è priva come tutte le saudite dei più elementari diritti civili e completamente alla mercé del suo “guardiano”, padre, fratello o marito che sia, l'uomo di famiglia che è responsabile di tutto ciò che fa e che ha diritto di vita e di morte su di lei. |  | Una storia in due tempi, in due libri scritti a distanza di alcuni anni; il secondo narra del sospetto del padre della principessa, che crede sia stata proprio la figlia a scrivere quel libro scandaloso. La principessa ora si trova a rivivere gli stessi soprusi attraverso quelli subiti dalle proprie figlie, pur appartenendo ad una famiglia illuminata. Una breccia sul versante femminile di un popolo che vive tutt'oggi seguendo regole ancestrali e antiche, completamente in contrasto con quelle del mondo occidentale.
“Dietro il velo” e “Schiave” edizioni Sperling & Kupfer. |
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